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3 mag 2022

Nuovo Telegram a pagamento: l'azienda testa la versione Premium

Il fondatore Pavel Durov aveva confermato anche in passato la necessità di mezzi di ricavo alternativi per l'app, senza vendere dati degli iscritti

3 mag 2022
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Canale di messaggistica Telegram
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Canale di messaggistica Telegram

Milano, 3 maggio 2022 - Una nuova versione Premium di Telegram a pagamento. La app di messaggistica sicura pensa a come monetizzare l'utilizzo da parte degli utenti. Negli ultimi mesi, peraltro, Telegram ha visto un boom di accessi in Russia, anche a seguito delle restrizioni ad altre piattaforme di comunicazione. Stando ad alcune schermate ottenute dal sito Android Police, l'azienda proporrà un servizio chiamato Telegram Premium che, al corrispettivo di un certo canone, permetterà di accedere a contenuti esclusivi, tra cui emoticon e sticker animati, altrimenti nascosti.

L'ultima versione beta dell'app per iOS include emoji e adesivi da sbloccare solo se ci si abbona a Telegram Premium, un servizio attualmente non disponibile ma di cui si era già parlato a dicembre del 2020, quando il fondatore Pavel Durov aveva confermato le necessità di individuare mezzi di ricavo alternativi per l'app, senza vendere dati degli iscritti ad agenzie pubblicitarie e di analisi. Telegram 8.7.2, la cui release non è ancora stata rilasciata pubblicamente, propone a chi clicca sulle emoticon a pagamento l'abbonamento a Premium.

Secondo i detrattori, questo potrebbe essere il primo passo per trasformare molte più funzionalità dell'applicazione a favore dei soli utenti paganti. Tuttavia, lo stesso Durov si è più di una volta espresso sul fatto che Telegram non renderà a pagamento funzioni esistenti, avendo come obiettivo cardine la protezione dei messaggi di tutti gli iscritti. Stando ai dati dell'operatore di telecomunicazioni russo Megafon, la quota di Telegram sul traffico internet mobile in Russia è salita al 63% nelle prime due settimane di marzo, rispetto al 48% nelle prime due settimane di febbraio. Di contro, l'uso di WhatsApp, di proprietà di Meta, è sceso dal 48% al al 32% nello stesso periodo. 

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