Verso Milano-Cortina 2026. I Giochi entrano nelle scuole

Education GEN26 fa tappa nel capoluogo all’Istituto Evangelista Torricelli. L’olimpionico Rossi e Marchei raccontano agli studenti le proprie esperienze.

Verso Milano-Cortina 2026. I Giochi entrano nelle scuole

Verso Milano-Cortina 2026. I Giochi entrano nelle scuole

Si dice spesso come sia fondamentale andare nelle scuole per educare e formare le generazioni del futuro. Il comitato Organizzatore e la Fondazione dei Giochi Olimpici di Milano – Cortina, tra i tanti progetti, ne ha proprio uno dedicato alla scuola, Education GEN26.

L’iniziativa, che si rivolge a ragazzi dai 6 ai 19 anni e agli universitari, ha fatto tappa, per la prima volta, nel capoluogo lombardo, presso l’Istituto di Istruzione Superiore "Evangelista Torricelli". Antonio Rossi, olimpionico e City Operations Manager di Milano Cortina 2026, e Valentina Marchei, atleta Olimpica e Head of Ambassador Programma di Milano Cortina, hanno raccontato le loro esperienze e si sono interfacciati con gli incuriositi studenti di vari istituti superiori.

Education 26 ha lo scopo di portare le Olimpiadi e le Paralimpiadi nelle classi di tutta Italia condividendo i valori olimpici e spiegando cosa significhi davvero ospitare una manifestazione così. Rossi, Il plurimedagliato canoista e portabandiera della spedizione italiana a Pechino 2008 ha raccontato agli alunni milanesi la sua esperienza olimpica e i suoi molteplici successi (medaglia d’oro ad Atlanta 1996 nel K1 500m e K2 1000m e a Sydney 2000 nel K2 1000m). Si è lasciato andare a qualche aneddoto, sottolineando l’unicità di una Olimpiade. "A Pechino 2008, nella mensa del villaggio Olimpico, ero con Nadal e Federer, persone incredibili anche per me. A Barcellona 1992, prima edizione con il basket professionistico, anche se non dormivano lì, c’era il quintetto del dream team USA. È bellissimo incontrare i vari atleti e vedere come ogni tipo di sport abbia plasmato il corpo. Poter vivere insieme è unico: nel villaggio olimpico non si pensa solo alle gare, ci si confronta, si capiscono metodologie di lavoro diverso. È una festa, ed è quello che vogliamo fare a Milano".

Valentina Marchei, con l’esplosività che aveva quando era una pattinatrice di figura, ha cercato di spiegare ai ragazzi, a 360°, qual è il percorso a livello comunicativo e non solo, costruito attorno all’edizione del 2026. "Si inizia 7 anni prima a organizzare un evento come il nostro – precisa – e i nostri sono Giochi "atipici", diffusi per il territorio, le gare saranno fatte su oltre 22.000 km. Sarà incredibile per gli atleti italiani gareggiare in casa con così tanto seguito, con un tifo caloroso. Non è solo una manifestazione per gli sportivi, sarà un’esperienza per il pubblico, per i giovani con opportunità di lavorare e vivere un’atmosfera, che non si respira solo nel villaggio Olimpico ma anche intorno. Ci saranno fan zone per la città (probabilmente Duomo e Castello Sfrozesco, ndr). Chi non avrà il biglietto si sentirà parte dei Giochi".

Per i giovani ci saranno diverse opportunità, racchiuse nel programma. Si parla di stage curriculari, fino a percorsi di studi universitari e progetti di orientamento sugli sbocchi che a livello lavorativo può offrire lo sport.

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