La Pfm
La Pfm

Legnano (Milano), 23 marzo 2019 - «La Pfm è un gruppo con una storia importante, che ha modificato il corso della musica italiana: un giorno ha preso tutta la sua esperienza e l’ha messa al mio servizio», sottolineava Fabrizio De André parlando dello storico incontro del ’79 con Di Cioccio & Co. Ecco perché, dopo aver bordeggiato i Caraibi con Cruise to The Edge, la crociera prog organizzata dagli Yes, la Premiata Forneria Marconi torna a mettere la prora in direzione Genova con quel “Pfm canta De André - Anniversary” che sbarca questa sera al Teatro Galleria di Legnano, prima tappa lombarda di un cammino all’insegna del sold-out particolarmente articolato; domani, infatti, il tributo a Faber sarà al Ponchielli di Cremona, il 13 aprile al Dis_Play Brixia Forum di Brescia, il 5-6 maggio al Dal Verme di Milano (con repliche a grande richiesta pure il 17, 19, 20 e 30 maggio), il 21 maggio all’Openjob Metis di Varese. Altra tappa al Galleria di Legnano il 13 dicembre. «L’idea di questi concerti nasce dal nostro desiderio di celebrare i quarant’anni del tour e i vent’anni della scomparsa di Fabrizio», spiega il bassista della band Patrick Djivas. «L’idea iniziale era di pianificare solo una quindicina di spettacoli, poi però le richieste si sono moltiplicate ed ora siamo a 46 show. Rimarremo sulla strada fino alla fine di maggio, per poi riprendere a fine anno con un’altra dozzina di esibizioni».

Come avete costruito lo spettacolo?

«È diviso in tre parti, molto teatrali e molto curato nel suono nelle luci; nella prima ripercorriamo gran parte della strada segnata dai live con De André, nella seconda trova spazio invece “La buona novella” con gli arrangiamenti che abbiamo realizzato nove anni fa per il nostro disco-tributo, mentre in quella finale arrivano pezzi particolarmente coinvolgenti come “Il pescatore” o “Volta la carta”, più un paio di sorprese».

Niente di vostro?

«Si, nel bis; un paio di brani per soddisfare le attese di tutti».

Alla chitarra c’è Michele Ascolese, che ha lavorato a lungo con De André.

«Sì, suona la chitarra classica. Il nostro Marco Sfogli è bravissimo pure con quello strumento, ma, come dicono gli inglesi, non è la sua tazza di tè; così abbiamo pensato di imbarcare in questo tour pure Michele con la sua grande esperienza».

Altra presenza di rilievo, il ritorno di Flavio Premoli.

«Ai tempi del tour con Fabrizio, Premoli era una colonna della Premiata. Non rileverà, però, il posto del nostro tastierista Alessandro Scaglioni, perché sarà con noi solo in questi concerti dedicati a Faber; d’altronde lui non ha mai amato troppo le tournée, soprattutto quelle internazionali che tengono lontani da casa per lunghi periodi».

Qual è oggi il valore della canzone di De André e di un’esperienza come la vostra?

«Con Fabrizio c’incontrammo in Sardegna, nella sua tenuta de L’Agneta, e il giorno dopo un gran pranzo sull’aia Franz Di Cioccio ebbe l’idea di andarcene in tour assieme. Noi eravamo sicuri della buona riuscita di una collaborazione del genere, ma Fabrizio un po’ meno. Fu la sua anima anarchica, di bastian contrario, a convincerlo; siccome in tanti lo sconsigliavano di accettare la proposta, lui disse di sì per spirito di rivalsa. E non se ne pentì di sicuro».