Sala con Zingaretti e Frans Timmermans
Sala con Zingaretti e Frans Timmermans

Milano, 30 maggio 2019 - Sono parole più convinte del solito, quelle rilasciate ieri dal sindaco Giuseppe Sala a proposito di un suo eventuale ruolo sulla scena politica nazionale come candidato premier del centrosinistra in opposizione all’attuale vicepremier, nonché segretario della Lega, Matteo Salvini. Ad incoraggiare il primo cittadino sono stati, evidentemente, gli esiti delle elezioni Europee: a Milano la Lega è infatti cresciuta di 10 punti percentuali rispetto ad un anno fa, quando si tennero le Politiche, ma il primo partito resta proprio quel Pd che è l’azionista di riferimento dell’esecutivo guidato dallo stesso Sala. Nel dettaglio, a Milano città i Dem hanno riscosso il 35,9% dei consensi, mentre il Carroccio si è fermato al 27,3%.

Ecco, allora, le parole proferite ieri dal sindaco a margine di un evento a Palazzo Marino: «La politica cambia talmente tanto velocemente che oggi potrei dire che posso essere la persona più adatta affinché il centrosinistra vinca. Tra un anno vediamo, perché gli scenari cambiano molto rapidamente». Così Sala ha risposto a chi gli ha chiesto se è vero che il segretario nazionale del Pd, Nicola Zingaretti, pensi a lui come candidato premier del centrosinistra. «Io Zingaretti non l’ho sentito da quando ci siamo visti sul palco – ha poi proseguito e aggiunto il primo cittadino –, non l’ho sentito neanche dopo le elezioni. Lo dico con sincerità: la mia via maestra è la ricandidatura (a sindaco di Milano ndr). Rimane il fatto che poi vedremo, ma con una decisione da prendere nel settembre 2020. A quel punto valuterò energie, volontà e condizioni politiche, perché quelle sono importanti».

In estrema sintesi: sembra chiaro come mai che Sala stia prendendo in considerazione l’ipotesi di lanciarsi sulla ribalta nazionale. Il sindaco è poi tornato a parlare dei risultati del voto per le elezioni Europee a Milano: «Certo non posso nascondere che sono contento dei risultati, che sono una riconferma non tanto della forza della sinistra, quanto di quello che a me sta molto a cuore, che è l’andare oltre all’idea che Sala è forte in centro e non in periferia. Stiamo guardando i dati in dettaglio e ci sono risultati straordinari in quartieri che vengono considerati molto a rischio per noi».

Inevitabile un accenno alla Lega. Nei giorni scorsi proprio Salvini ha fatto sapere di voler portare il Carroccio al 40% dei consensi (anche) a Milano e soltanto martedì Paolo Grimoldi, segretario della Lega Lombarda, ha assicurato che il prossimo candidato sindaco sarà proprio un leghista e che riuscirà a «scalzare Sala»: «Ad oggi credo che dovranno fare delle primarie – ha commentato il numero uno di Palazzo Marino – perché tra Lega e Forza Italia tutti ambiscono a questa che di fatto è la città più importante d’Italia. Per cui credo che i nomi di oggi non contino nulla».