Silvio Berlusconi
Silvio Berlusconi

Milano, 10 febbraio 2016 - È a un passo dal «sì» e pensa a una lista civica distinta se non proprio distante dai partiti del centrodestra. Ore decisive, le prossime, per la candidatura a sindaco di Stefano Parisi alle elezioni comunali di giugno. L’amministratore delegato di Chili Tv oggi, o al massimo domani, potrebbe sciogliere la riserva. Negli ultimi giorni il manager era a Londra per definire un aumento di capitale da 20 milioni di euro della sua società di film in streaming, un’operazione in cui potrebbe entrare il gruppo Mediaset tramite Infinity, l’Internet tv del gruppo berlusconiano. La messa in sicurezza di Chili Tv è la precondizione posta da Parisi al leader di FI Silvio Berlusconi per la sua discesa in campo per Palazzo Marino. Ma non è l’unica condizione. Il manager, infatti, non ci sta ad apparire come il candidato sindaco di FI e degli altri partiti del centrodestra. Parisi vuole lanciarsi nella corsa verso Palazzo Marino con un progetto civico sostenuto dai partiti. Il modello è più o meno lo stesso applicato la scorsa primavera dal candidato sindaco di Venezia Luigi Brugnaro. Lista civica in prima fila, partiti a sostegno. Nel capoluogo veneto la strategia ha premiato e Brugnaro è stato eletto. Parisi spera che succeda la stessa cosa a Milano e intende allargare la coalizione di centrodestra oltre il recinto FI-Lega-FdI. Nella sua lista civica potrebbero trovare spazio esponenti del Ncd e delle liste civiche di centrodestra già nate, come «Noi per Milano» di Nicolò Mardegan.

La strategia di andare oltre i partiti sembra confermata anche dalle parole vergate in una nota della coordinatrice lombarda di FI Mariastella Gelmini: «Parisi sarebbe un ottimo candidato per Milano. Ha il profilo giusto anche per andare oltre il centrodestra e parlare a tutta la città. C’è bisogno di questo: costruire una proposta nuova da contrapporre a modelli che sanno di vecchie oligarchie e vecchi metodi». La parlamentare azzurra conclude così: «Se accetterà, Parisi sarà la novità di queste elezioni». Il segretario della Lega Matteo Salvini e la leader di FdI Giorgia Meloni hanno già dato il loro via libera. La dead line fissata dal centrodestra per l’ufficializzazione dei nomi per le amministrative nelle grandi è domani, fumate nere permettendo. Sulla corsa di Parisi, intanto, non manca il dibattito nella Lega. L’ex segretario del Carroccio Umberto Bossi lo giudica «un ottimo tecnico», ma aggiunge: «I sindaci dovrebbero avere qualcosa in più, devono conoscere il territorio, essere a disposizione della gente». Parisi, inoltre, sconta un deficit di notorietà. Lo conoscono bene gli addetti ai lavori della politica e dell’economia, molto meno i cittadini comuni. Da qui alle elezioni di giugno, però, c’è tempo. E i canali Mediaset potrebbero dare una mano a far conoscere il candidato-manager.

massimiliano.mingoia@ilgiorno.net