Domeniche a piedi, Sala schiva il pressing: “Le faremo solo se servono”

A chiedere di valutare l’organizzazione di giornate con limitazioni al traffico erano state associazioni ambientaliste e comitati. Oggi è arrivata la risposta – indiretta – del sindaco

Una giornata di blocco del traffico a Milano all'inizio degli anni 2000

Una giornata di blocco del traffico a Milano all'inizio degli anni 2000

Domeniche a piedi: sì, no, forse. Il dibattito su inquinamento e ambiente a Milano resta caldo, tanto che ritorna sul piatto un tema che è sempre fonte di discussioni e divisioni, anche aspre.

L’invocazione

La richiesta di valutare la possibilità di organizzare giornate con limitazioni per auto e altri veicoli è stata avanzata nel corso di una manifestazione convocata da associazioni e gruppi ambientalisti lunedì scorso davanti a piazzale Marino, per sensibilizzare la popolazione e la politica sui temi dell’inquinamento e della sicurezza stradale. 

La risposta

Oggi, mercoledì 19 aprile, è arrivata – indirettamente – la risposta del sindaco Giuseppe Sala. Il primo cittadino, ai margini della presentazione di un premio musicale in municipio, ha voluto far sapere di non aver affrontato la questione, né in giunta, né in altre sedi. 

E che, comunque, se dovesse essere fatta una riflessione su iniziative di limitazioni al traffico – domeniche a piedi o altro – verrà condotta in autonomia e non sull’onda di pressioni esterne.

Le dichiarazioni del sindaco

"Al momento non abbiamo deciso proprio niente – queste le parole di Sala – io certe cose non le faccio sulla pressione, ma le faccio se son convinto che servono, quando servono”.

Sulla questione domeniche a piedi era intervenuta, con una sorta di “niet” preventivo, anche la presidenza dell’Aci, l’Automobile club italiano. "Da sempre - aveva detto Geronimo La Russa, presidente di Aci Lombardia, in una nota ufficiale - l'auto e gli automobilisti sono tartassati, penalizzati e utilizzati come bancomat, eppure mai ci siamo sognati di invocare una rivolta che blocchi la città. Ogni decisione andrebbe presa sulla base di dati certi, scientifici che attengano a ogni ambito della nostra vita quotidiana. E soprattutto tali risultati illustrati e spiegati ai cittadini”.