
La presidente del Consiglio comunale Elena Buscemi, esponente del Partito democratico
Milano – L’ultima volta , lunedì pomeriggio, è accaduto per il caso San Siro. La volta precedente, la scorsa settimana, l’argomento dello scontro politico era stato l’estensione del pagamento dell’Area C nei weekend. In entrambi i casi, gli eletti del centrodestra in Consiglio comunale hanno mostrato cartelli polemici e, l’altro ieri, hanno occupato l’assemblea di Palazzo Marino. Lavori consiliari interrotti e consiglieri dell’opposizione a farsi fotografare con cartelli con la scritta: "Milano nel pallone. Anni dopo anni e siamo di nuovo al punto di partenza. Ora chi pagherà per questa deficienza?". Ogni riferimento degli esponenti di Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia al ritorno al progetto del 2019 sulla realizzazione di un nuovo stadio nell’area di San Siro e sulla rifunzionalizzazione del Meazza è puramente voluto.
La vena polemica e le tattiche ostruzionistiche del centrodestra in questa ripresa di attività politica in Comune ma anche prima della pausa estiva non sono andate giù alla presidente dell’assemblea, Elena Buscemi, esponente del Partito democratico, che oggi ha scritto una lettera al prefetto Claudio Sgaraglia in cui racconta che "da diversi mesi ho avuto modo di osservare con crescente disappunto e preoccupazione come alcuni membri dell’opposizione stiano sistematicamente adottando comportamenti molto aggressivi, contribuendo così a generare un clima di tensione che impedisce lo svolgimento sereno e democratico delle nostre discussioni".
La numero uno del Consiglio comunale ritiene che "tali comportamenti non solo rappresentino una seria minaccia alla libertà di espressione, ma compromettano profondamente l’essenza stessa della democrazia, che si fonda sul rispetto delle opinioni altrui, anche quando sussistono posizioni divergenti e persino conflittuali". Buscemi , rivolta al prefetto, conclude così: "Mi permetto di renderla edotta di questa situazione. Il mio intento, anche con questo atto di “comunicazione istituzionale”, è quello ovviamente di superare questa fase con la collaborazione delle forze politiche presenti in aula".