Milano, 20 febbraio 2021 – Tutto il mondo del calcio e dello sport si è stretto intorno a Mauro Bellugi, ex calciatore morto all'età di 71 anni, e alla sua famiglia: non solo i tifosi delle squadre che hanno visto il grande campione giocare da vicino, come Inter, Bologna, Napoli e Pistoiese, ma tutti gli amanti del calcio hanno accolto con grande dolore la notizia della scomparsa del giocatore. Anemia mediterranea, positività al covid-19, con conseguente ricovero, e infine l’amputazione di entrambe le gambe: il coraggio e l’ottimismo palesato da Bellugi in ogni momento della sua vita sono stati apprezzati da tutti. In tanti in questi minuti stanno omaggiando la memoria dell'ex difensore. Roberto Boninsegna, suo compagno in nerazzurro per cinque anni, ha commentato: "Bellugi era un difensore anomalo, bravo con i piedi. Ho perso un amico".

Cordoglio nerazzurro

L'Inter ricorderà Bellugi con due gesti: la squadra scenderà in campo nel derby indossando il lutto al braccio e prima del fischio d'inizio verrà rispettato un minuto di silenzio, cosa che accadrà su tutti i campi. “Il suo spirito da guerriero l’ha accompagnato sempre, dalle battaglie per diventare “grande” a quelle più difficili che hanno caratterizzato l’ultimo periodo della sua vita. Aveva compiuto 71 anni il 7 febbraio e fino all’ultimo ha voluto lasciare al mondo un messaggio di forza e di speranza, ha raccontato il bello del calcio e della vita, quella per cui vale la pena lottare ed è stato ripagato dall’abbraccio di tutti, dei suoi tifosi, dei compagni, degli avversari e delle persone che hanno riconosciuto in lui quell’esempio di vita che oggi più che mai diventa prezioso. Nella sua storia c’è forza, determinazione, allegria, amore e speranza” questo uno stralcio del comunicato ufficiale che il club nerazzurro ha dedicato all’ex campione. L’ad Marotta ha speso parole commosse per lui: “Mauro era l’eroe di un calcio romantico che non c’è più, giocheremo col lutto al braccio e sarà osservato un minuto di silenzio prima della gara. C’è il famoso episodio della villa regalatagli da Moratti come grande per riconoscimento al suo attaccamento. Ho avuto modo di sentirlo la settimana scorsa e pur avendo perso gli arti inferiori aveva un entusiasmo eccezionale e una grande voglia di essere ancora protagonista. Tant’è che gli avevamo dato l’incarico di osservatore, "guarda per noi più partite possibili", gli avevo raccomandato”.