Caffè Starbucks (Reuters)
Caffè Starbucks (Reuters)

Milano, 29 febbraio 2016 - Starbucks, il colosso americano del caffè, apre in Italia. Coordinate di atterraggio: Milano, inizio del 2017. L'annuncio arriva dal numero uno della compagnia, il presidente e amministratore delegato Howard Schultz, e conferma voci che si rincorrevano ormai da anni. D'altronde, proprio Schultz aveva più volte ricordato che l'ispirazione per rafforzare il business di Starbucks, fondata nel 1971, gli era arrivata qualche anno dopo, durante un viaggio d'affari in Italia. A Milano e Verona, trentatrè anni fa, l'agiografia aziendale del presidente rievoca come il manager sia rimasto affascinato dal gusto del caffè e dalla maestria dei baristi e abbia deciso di replicare il modello, facendo della principale azienda di torrefazione mondiale anche un'insegna mondiale con 23mila punti vendita e prodotti, come il Frappuccino, entrati ormai nelle abitudini di milioni di persone. "Da 45 anni la nostra aspirzione è stata quella di agire da depositari rispettosi della tradizione italiana - ha detto Schultz -. Ora intendiamo provare, con umiltà e rispetto, a condividere quanto abbiamo fatto e imparato aprendo il nostro primo store in Italia".

Il successo è tutt'altro che scontato, in un Paese dove i bar sono oltre 170mila (dati Fipe, Federazione italiana pubblici esercizi), anche se in calo negli ultimi anni a causa della crisi. Tanto che il ventilato debutto di Starbucks nel Belpaese era stato rimandato più volte, proprio per la difficoltà di fare concorrenza a un sistema consolidato. Ora la prova del fuoco. Il colosso quotato al Nasdaq di New York ha scelto come partner commerciale il gruppo Percassi, che "sarà proprietario e gestore dei locali", specifica la società in una nota. La società bergamasca, che ha già la programmazione delle reti di vendita di grandi marchi, come Gucci, Polo Ralph Lauren, Nike, Victoria's Secret, Lego, oltre a un bouquet di propri (Kiko, Madina, Womo e Bullfrog), sperimenterà Starbucks sulla piazza di Milano. "Il primo Starbucks italiano verrà progettato con una scrupolosa attenzione ai dettagli e con un grande rispetto per gli italiani e la cultura del caffè", annuncia Schultz. "Confidiamo che gli italiani siano pronti a vivere appieno l'esperienza dei brand Starbucks, come avviene in molti altri mercati", osserva Antonio Percassi, presidente dell'omonimo gruppo. La familiarità con il marchio all'estero e la ripresa dei consumi fuori casi (76 miliardi di euro nel 2015, stima Coldiretti) giocano a favore della sfida. La partita è aperta.

luca.zorloni@ilgiorno.net

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