Emanuele Rissone, l’imprenditore che ha fondato e guida il gruppo Forever Bambù
Emanuele Rissone, l’imprenditore che ha fondato e guida il gruppo Forever Bambù

Cernusco sul Naviglio (Milano), 7 gennio 2021 - Il 2021 sarà l’anno della quotazione in Borsa della prima società italiana che crea foreste di bambù gigante. Approdare in Piazza Affari é la sfida che l’azienda Forever Bambù, fondata dall’imprenditore Emanuele Rissone, con sede a Cernusco sul Naviglio (Milano), ha deciso di affrontare entro i prossimi dodici mesi.

Per il gruppo, che dal 2014 punta sulla produzione di bambù gigante, un materiale sostenibile al 100% e con oltre 1.500 applicazioni che ne fanno il perfetto sostituto non inquinante della plastica, è stato un 2020 da record, con due crowdfunding lanciati tra settembre e dicembre che hanno permesso di raccogliere 5,8 milioni di euro da 435 nuovi soci. Sino ad oggi sono state costituite 28 società agricole (con un capitale sociale di 12,5 milioni) che hanno piantumato 76.400 piante di bambù gigante in 85 ettari, con la partecipazione di 839 soci provenienti da sette Paesi. Le foreste italiane già realizzate dalle varie società del gruppo Forever Bambù sinora sono a cinque, localizzate nelle province di Alessandria, Asti, Siena e Grosseto.

Tutte le società del gruppo hanno iniziato nel 2019 il processo di fusione per farle confluire in una unica Spa, con i soci che dopo la fusione si troveranno a essere azionisti di Forever Bambù Spa con l’obiettivo di procedere poi alla quotazione in Borsa. In questa fase delicata Emanuele Rissone ha scelto di affidarsi alla società AC Finance di Lodi, guidata da Antonio Chieffo. "Ci aspettiamo un 2021 molto importante per Forever Bambù – spiega il fondatore dell’azienda – L’ultimo anno è stato davvero eccezionale per il nostro gruppo, con grandi investimenti da parte di centinaia di privati interessati al nostro progetto e alla nostra società". Uno degli aspetti più interessanti della società di Rissone è la sostenibilità ambientale delle foreste di bambù gigante, che hanno la capacità di assorbire anidride carbonica (Co2) in quantità 36 volte maggiori rispetto a quanto farebbero una foresta ,o un bosco tradizionale, purificando l’aria che respiriamo.