Assegno d’inclusione, anche in Lombardia è una corsa a ostacoli: ecco requisiti e tempistiche

Da lunedì 41mila famiglie possono già richiedere l’aiuto. Secondo i dati Inps sono stati 81.532 i nuclei che hanno percepito quest’anno almeno una mensilità di reddito di cittadinanza

Reddito di cittadinanza
Reddito di cittadinanza

Milano – C’è preoccupazione per i tempi stretti e le procedure complesse per l’accesso all’assegno di inclusione, mentre per il reddito di cittadinanza intona il De profundis. Da lunedì è possibile presentare la domanda per l’assegno di inclusione, la nuova misura di sostegno al reddito che sostituisce quello di cittadinanza. Il cambio, però, non è agevole visti i tempi stretti (la comunicazione dell’Inps è arrivata lunedì, dopo il decreto), come denunciato dall’Ordine degli assistenti sociali: per avere l’assegno a gennaio, i potenziali beneficiari devono essere muniti di Spid, devono registrarsi sulla piattaforma Siisl, devono sottoscrivere il Patto di attivazione digitale (Pad), devono avere una mail dove ricevere l’ok dell’Inps. Inoltre ogni 90 giorni dovrà essere verificato se continuino a sussistere le condizioni dell’assegnazione.

Nei Patronati è già scattata la corsa, anche se l’Inps ha chiarito che chi non riuscirà a presentare domanda entro il 31 dicembre sarà comunque coperto dall’assegno a gennaio, evitando che migliaia di persone si trovino senza un reddito per un intero mese. Quanto ai numeri, per ora ci si orienta sui dati Inps relativi al reddito di cittadinanza, aggiornati a novembre: sono stati 81.532 i nuclei familiari che ne hanno percepito almeno una mensilità nel 2023, per un totale di 165.430 persone.

Non tutti potranno percepire l’assegno di inclusione che prevede, tra i requisiti, la presenza di una persona con disabilità, minori, over 60 o in condizioni di svantaggio. I numeri da gestire sono comunque molto elevati: solo considerando i nuclei con disabili e minori, si parla di almeno 41mila famiglie. Quanto agli altri, resta l’incognita di cosa succederà a chi non ha i requisiti per l’assegno e si troverà sostanzialmente senza un supporto al reddito. Sempre i dati Inps sulle politiche occupazionali, relativi al 2022, evidenziano che in tutta la regione sono stati solo 13 gli incentivi per assunzioni di lavoratori beneficiari di reddito di cittadinanza, rispetto ai 4 del 2021 e ai 7 del 2020, per un totale quindi di 24 in tre anni (484 il numero del triennio a livello nazionale).

Per gli esperti, si tratta di un’evidenza che chi percepisce questo sostegno in larga parte non è occupabile. Di fatto però sono ormai sempre di meno i percettori del reddito, avviato alla scadenza. Nel solo mese di novembre, sono state 44.283 le famiglie lombarde che hanno beneficiato di assegni medi di poco più di 532 euro, per un totale di 89mila persone coinvolte: solo un anno fa erano oltre 67mila famiglie e 137mila persone. Tra le province con maggiori richieste, in valori assoluti, c’è Milano seguita da Brescia e Varese. Se si guarda alla percentuale dei percettori sulla popolazione, invece, al primo posto c’è Pavia, seguita da Milano e Varese.

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