Lopez e Solenghi al teatro Manzoni: "Dove eravamo rimasti?"

Milano, Il filo conduttore sarà quello di una chiacchierata tra amici. Sul palco i personaggi di sempre e quelli che negli ultimi anni sono diventati dei piccoli cult

Solenghi e Lopez

Solenghi e Lopez

«Ah scusate! Ho dimenticato il culo a casa...". Così, una sera, all’improvviso. Mentre si va per locali con gli amici, un po’ spaesati fra i vip. E forse non sarà il più raffinato incipit visto sulle pagine di cultura. D’accordo. Ma l’aneddoto rende bene l’anima speciale che era Anna Marchesini. Con quel suo talento gigante, surreale, cattivissimo. Da anni Massimo Lopez e Tullio Solenghi continuano a girare per teatri riempiendo le platee, ad ogni latitudine. Eppure non c’è occasione in cui Anna non sia lì presente con loro. Anche sul palco. Magari grazie a una canzone tutta dedicata a lei.

Come succede in "Dove eravamo rimasti", da stasera al Teatro Manzoni e poi in replica per le feste, fino all’1 gennaio, con doppia replica a San Silvestro. Va sul sicuro il salotto buono di Milano. Con un lavoro scritto dai due protagonisti insieme a Giorgio Cappozzo. Mentre sul palco saranno accompagnati dalla Jazz Company diretta dal Maestro Gabriele Comeglio. "Come al solito ci saranno sketch, brani musicali, contributi video – spiegano Lopez e Solenghi –, con alcuni picchi di comicità come la lectio magistralis di Sgarbi, un affettuoso omaggio all’avanspettacolo e il confronto Mattarella/Bergoglio, inseriti nella nostra ormai collaudata dimensione dello show.

Il filo conduttore sarà quello di una chiacchierata tra amici, la famiglia allargata composta dai nostri spettatori, che collegherà i vari momenti dello spettacolo. Perché l’intento è proprio quello di stupire ed emozionare ancora una volta quei meravigliosi "parenti" seduti giù in platea". Insomma: una bizzarra riunione di famiglia. Tutta da ridere. Che ha i contorni di una vera festa. "Per noi è già un ottimo motivo per festeggiare, il solo fatto di poterci ritrovare sul palco all’età di 145 anni in due, sempre con la stessa passione e di fronte a delle platee strapiene, che ci trasmettono un entusiasmo e un amore unici. Credo che il segreto sia che noi per primi continuiamo a divertirci e questo evidentemente si percepisce, nel momento in cui per un’ora e quaranta decidi di prenderti una pausa dalle malefatte di tutti i giorni".

Sul palco i personaggi di sempre e quelli che negli ultimi anni sono diventati dei piccoli cult, a partire ovviamente da papa Bergoglio. Ma durante lo spettacolo ci sarà perfino un collegamento speciale con il Paradiso, grazie a un gigantesco schermo alle loro spalle. Che un po’ farà da scenografia. E un po’ da portale verso altri mondi. O qualcosa del genere. Un portale da cui a un certo punto salteranno fuori anche Maurizio Costanzo e papa Ratzinger. Che gli anni passano. Ma la voglia di ridere di tutto rimane invariata. "Bisogna esulare dal politicamente corretto – concludono –, il teatro è qualcosa che va oltre, basta guardare le opere di Shakespeare, che noi d’altronde un po’ ricordiamo… Sul palco è naturale addentrarsi in situazioni scomode. È la satira, una questione di libertà. Genere che per altro testimonia il reale grado di salute di un paese".

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