La Sala dei Ducali del Castello Sforzesco ospita una nuova mostra su Leonardo
La Sala dei Ducali del Castello Sforzesco ospita una nuova mostra su Leonardo

Milano, 11 settembre 2019 - Raffinate opere grafiche d’intrecci, quei «nodi vinciani», motivi decorativi incisi a bulino che partendo dalle invenzioni di Leonardo furono realizzati nell’ambito della sua bottega verso la metà degli anni novanta del Quattrocento. E una serie di ritratti, suggestivi disegni di teste grottesche fra cui uno attribuito all’incisore, originario di Praga, Wenzeslaus Hollar (1607-1677), fra i tanti che hanno tratto ispirazione dal genio toscano ossessionato dallo studio del volto umano, per poi realizzare una varietà di raffigurazioni. Senza tralasciare il pezzo forte, “Testa di Leda” di mano di Leonardo. Si arricchisce con la nuova mostra Intorno a Leonardo, a cura di Giovanna Mori e Alessia Alberti, il programma “Leonardo mai visto”. Nove preziose opere grafiche provenienti dalla Veneranda Biblioteca Ambrosiana, Raccolta delle Stampe “A. Bertarelli” e Gabinetto dei Disegni del Castello Sforzesco.

Opere che raccontano come il successo di Leonardo abbia lasciato importanti tracce nel lavoro degli artisti della sua cerchia e sia stato fonte di ispirazione per tutti i secoli successivi. Il percorso della mostra prende l’avvio dalla “Testa di Leda” (circa 1504-1506), disegno appartenente alle collezioni civiche del Castello Sforzesco, un autografo di Leonardo, successivamente ritoccato dagli allievi; è uno studio a matita rossa che fissa l’immagine del volto della mitica Leda, per amore della quale Giove si trasformò in cigno e dalla cui unione nacquero i Dioscuri. Poi si prosegue con tre tavole sui “nodi vinciani”, la serie completa dei sei è conservata nelle collezioni della Veneranda Biblioteca Ambrosiana. Che poi i visitatori potranno apprezzare i giochi di intrecci visitando l’attigua Sala delle Asse dove attraverso una spettacolo di luci e proiezioni virtuali vengono messe in evidenza le geometrie formate dai nodi che si intrecciano ai rami di gelso (morus in latino, l’albero che celebrava la potenza e sapienza politica di Ludovico il Moro.

Durante il percorso si possono ammirare anche le «due teste grottesche» di Hollar, come già detto, e uno studio a matita nera di Giovanni Agostino da Lodi (1500-1519) con una testa maschile barbuta che subito richiama alla memoria le espressioni dei volti degli apostoli nel Cenacolo di Santa Maria delle Grazie. La mostra si conclude con un focus sul motivo del cavallo, qui documentato attraverso tre rarissimi bulini, su carte filigranate, realizzati fra la fine del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento nell’ambito di Giovanni Antonio da Brescia (attivo tra la fine XV e il primo quarto del XVI secolo). «Con questa mostra - sottolinea l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno - indaghiamo le matrice del lavoro e del pensiero del maestro». 

Intorno a Leonardo - Opere grafiche dalle collezioni milanesi

Castello Sforzesco - Sala dei ducali - 11 settembre- 15 dicembre 2019