Il chitarrista degli Afterhours Xabier Iriondo, milanese, sul palco insieme a Manuel Agnel
Il chitarrista degli Afterhours Xabier Iriondo, milanese, sul palco insieme a Manuel Agnel

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Milano, 12 dicembre 2021 - Sorprese del “lockdown”. «Come tanti durante l’isolamento ho iniziato a fare dirette e a caricare sui social contenuti per tenere occupati amici e fan. Poi, visto che la lontananza dalle scene si protraeva, mi sono chiesto come fidelizzare questi frequentatori del web interessati al mio percorso», racconta il chitarrista degli Afterhours Xabier Iriondo, milanese, 49 anni, considerato una delle anime “sperimentali” della band di Manuel Agnelli. «Cercando qua e là, mi sono imbattuto in una piattaforma americana da noi sconosciuta o quasi, Patreon, utilizzata da musicisti di nicchia per interagire direttamente con chi li segue e m’è sembrata un’idea interessante, da provare a far decollare pure qui da noi». Facendo di necessità virtù, infatti, dietro l’iniziativa si è composto negli ultimi mesi un mondo musicale variegato, in bilico tra l’avanguardismo dei tedeschi Einstürzende Neubauten e il rap contaminato dell’inglese M.i.a., candidata all’Oscar per colonna sonora di “The millionaire”.

Come si è organizzato?
«Da maggio il centro di tutto è lo studio di casa, all’Isola, in cui mi chiudo parte della giornata a produrre materiale da rendere poi disponibile sulla piattaforma».

Quello che fanno anche tanti altri suoi colleghi sui social…
«La filosofia è diversa. Dietro questa iniziativa, infatti, ci sono ex youtuber seguiti da centinaia di migliaia di persone che ad un certo punto hanno voluto affrancarsi da quel mondo e inventarsene un altro senza vincoli imposti da modelli di guadagno basati sugli annunci».

Vale a dire?
«La piattaforma libera la mia musica da pubblicità e da troll, ma allo stesso tempo genera un reddito, quanto mai provvidenziale in questi tempi di magra, grazie ad un abbonamento mensile che decido io in base al tipo di contenuti scaricabili».

Quindi il prezzo è rapportato al tipo di servizi?
«Sì. Si va dai video-racconti della mia vita d’artista ad incontri in cui rispondo a domande o faccio ascoltare brani, commentandoli poi coi miei interlocutori, a veri e propri “tutorial” sul mestiere di chitarrista e sul mondo che lo circonda».

Cosa hanno scoperto i fan di lei che prima, magari, ignoravano?
«La mia passione per la musica “antica”, ad esempio. Colleziono da anni vecchi grammofoni e dischi a 78 giri così, ogni tanto, m’invento sulla piattaforma dei “dj set” con riproduttori degli anni ’20-’30 e suoni di tutto il mondo: dal jazz al blues, alla musica hawaiiana».