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27 mar 2022

Irene Accardo, questione di famiglia: "I miei genitori mi insegnano amore e rispetto"

La giovanissima pianista è figlia di Salvatore, leggenda della classica mondiale, e Laura Gorna, eccellente violinista

grazia lissi
Cultura
Irene Accardo al pianoforte
Irene Accardo al pianoforte
Irene Accardo al pianoforte

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L’appuntamento è telefonico ma Irene Accardo risponde dal cellulare di papà, in fondo ha solo 13 anni. Pianista di talento, ha una naturalezza empatica che la rende piacevole fin dal primo incontro. Figlia di Salvatore, maggior violinista al secolo con cui a volte si esibisce in duo, e di Laura Gorna, eccellente violinista e cofondatrice di EsTrio, Irene è legatissima a Ines, la sorella gemella. Per la Società dei Concerti, oggi la pianista sarà protagonista con la madre e in un concerto all’Auditorium Lattuada, corso di Porta Vigentina 15, alle 20.30; in programma di Mozart “Fantasia in re minore K 397 per pianoforte”; di Schumann “Carnevale di Vienna op. 26”; Haydn “Concerto in re maggiore per pianoforte e orchestra”. "Sto leggendo 'Avevano spento anche la luna' di Ruta Sepetys – svela Irene – racconta la deportazione in un gulag sovietico di una ragazza di 15 anni. Terribile leggerlo in questi periodo".

Come hai scelto i brani del concerto?

"Con la mia insegnante, Mariagrazia Bellocchio: sono capolavori. Per Haydn ho scelto la versione quartetto per fare una cosa diversa e per il piacere di suonare con mia madre e i suoi allievi. Suonare con mamma o con papà è sempre una grandissima emozione, da loro ho imparato e imparo ogni giorno tantissimo. Mi hanno guidato nel mondo della musica".

Quali fra gli insegnamenti dei tuoi genitori senti maggiormente?

"Entrambi mi dicono sempre che la cosa più importante è divertirsi mentre si suona, collegare l’esecuzione del brano alle proprie emozioni pur mantenendo rispetto per ciò che il compositore ha scritto. Il rispetto per i genitori, per ciò che si fa, per ogni persona, situazione che s’incontra è fondamentale: papà e mamma lo dicono sempre".

Tu e Ines siete uguali e nello stesso tempo diverse.

"Il nostro legame è unico, e per sempre. La musica classica non piace a tutti; lei ama teatro, cinema, studia recitazione, è molto brava, ci mette impegno, ama il pop e canta benissimo. I suoi interessi sono diversi dai miei e bellissimi, sicuramente non saremo mai competitive".

Cosa credi di aver ereditato dai tuoi?

"Non credo ci sarà mai un’altra persona come papà, è unico. Sia da lui che da mamma ho ereditato l’amore per la musica, da mamma la testardaggine, siamo uguali".

Perché hai scelto il pianoforte?

"A tre anni ho iniziato con Ines a studiare violino ma poi mi sono detta che con troppi violinisti in casa, dovevo cambiare. Adesso possiamo suonare insieme alcune Sonate per violino e pianoforte".

 

 

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