La Cattedrale di Odessa rinasce dalla Triennale di Milano: il piano per restaurarla

La Cattedrale della Trasfigurazione distrutta dai missili russi sarà restaurata grazie agli esperti italiani

La cattedrale della Trasfigurazione di Odessa

La cattedrale della Trasfigurazione di Odessa

MILANO – Un filo lega la Triennale di Milano a Odessa, Milano e l’Ucraina insanguinata dalla guerra. La prima tappa di un percorso che porterà alla ricostruzione della Cattedrale della Trasfigurazione, il principale luogo di culto cristiano ortodosso a Odessa distrutto dai missili russi, grazie al Laboratorio promosso dalla Triennale di Milano e dal Maxxi di Roma in collaborazione con due ministeri, Affari esteri e Cultura.

Attorno a un tavolo creativi e progettisti, istituzioni culturali internazionali, aziende e soggetti economici per discutere della rigenerazione urbanistica e architettonica delle città ucraine colpite dalla guerra. L’obiettivo è quello di realizzare, anche grazie alle eccellenze in campo architettonico dell’Italia e alle idee innovative, un hub europeo per una ricostruzione sostenibile e innovativa. "Progettare la ricostruzione non significa solo sostenere le speranze di un Paese ingiustamente aggredito – ha spiegato il presidente della Triennale di Milano, l’architetto Stefano Boeri – ma ha un significato molto più ampio. Una forza rigeneratrice affinché le città possano essere ancora più straordinarie, aperte e cosmopolite".

L’Italia metterà, oltre alle competenze, anche i finanziamenti necessari per portare avanti il progetto. I tempi per la ricostruzione della Cattedrale, però, dipendono dal conflitto, perché Odessa è ancora sotto le bombe russe. "Speriamo che parta il prima possibile – ha sottolineato Boeri –. Cominciamo a presentare una mappatura dei danni, stiamo lavorando sui costi".

Intanto ieri, a Milano, è iniziata la chiamata a raccolta, con l’obiettivo di far tornare il luogo di culto distrutto al suo antico splendore e unire le forze per la ricostruzione dell’Ucraina: la seconda sessione del laboratorio sarà organizzata dalla Fondazione Maxxi presieduta da Alessandro Giuli, per concludersi con un convegno a Kiev che getterà le basi operative. La Lombardia, ha evidenziato il presidente della Regione, Attilio Fontana, può fare la sua parte anche "mettendo a disposizione la sua esperienza nella riorganizzazione della rete di emergenza urgenza".

Una ricostruzione che, quindi, passa anche attraverso la sanità e "l’esportazione del nostro modello di sviluppo". "La ripresa e la ricostruzione dell’Ucraina sono importanti per tutta l’Europa – ha spiegato il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba, in collegamento video – perché noi saremo un alleato importante, anche a livello commerciale, per tutti i Paesi europei".

Il suo omologo italiano, Antonio Tajani, intervenuto alla Triennale, ha voluto "inviare un messaggio forte di vicinanza e di amicizia nei confronti del popolo ucraino". L’Italia nel 2025 organizzerà "la grande conferenza sulla ricostruzione" perché "vogliamo essere una parte importante in questo percorso". Presente anche il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano che, al termine del convegno, ha effettuato un sopralluogo a Palazzo Citterio, per verificare lo stato di avanzamento dei lavoro per la seconda sede della pinacoteca di Brera. Lo hanno accompagnato il sindaco Giuseppe Sala e l’assessora regionale alla Cultura, Francesca Caruso.

La cattedrale di Odessa e altri siti culturali dell’Ucraina, ha spiegato Sangiuliano, "sono simboli della loro identità e noi dobbiamo dare speranza al popolo ucraino partendo anche dalla cultura". Un filo che torna a Milano, tracciando un paragone con gli anni del dopoguerra quando Alcide De Gasperi "fece uno stanziamento straordinario per ricostruire la Scala e fu anche attaccato per questo". Ma la Scala è un simbolo, e la rinascita passa anche da gesti simbolici.

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