DIEGO VINCENTI
Cultura e Spettacoli

Antonello Taurino, comico estremo: "Se la vita è una Comedian...nuova"

Sbarca in Sormani, per la stagione estiva del Menotti, con una parodia della stand up. Omaggio al genere

Antonello Taurino

Milano – Di giorno è insegnante di lettere. Di notte si trasforma. E diventa supereroe di un teatro estremo. Dove si ride di temi spiritosissimi come la linguistica o la burocrazia scolastica. Allergico a qualsiasi etichetta Antonello Taurino. In una terra di mezzo fra il cabaret e il teatro. Il Piccolo e Zelig. I suoi monologhi girano ovunque: "Miles Gloriosus", "Trovata una sega!", "La scuola non serve a nulla", "Sono bravo con la lingua", "(s)Permaloso". E lunedì lo si incrocia in Sormani, per la stagione estiva del Menotti. Dove alle 19.30 propone "Comedian", una specie di parodia della stand up. Un omaggio critico al genere. Naturalmente eretico.

Taurino, lei parlava di stand-up in tempi non sospetti.

"Sì, anche se così sembra che me la tiro. Ma effettivamente il lavoro nasce nel 2008 come una specie di imitazione di quel mondo lì che poi è diventato il movimento cinque stelle della comicità. Ora è soprattutto un recital, un contenitore dove condivido i miei pezzi nuovi. Faccio il contrario dei colleghi davvero famosi".

Cosa intende?

"I maestri cambiano il titolo ma propongono lo stesso spettacolo. Io tengo "Comedian" ma m’invento ogni volta qualcosa di diverso".

Da allora la stand-up è diventata una moda.

"Non si usa più la parola "monologhista". In compenso ce la si crede tantissimo, ognuno a vantarsi di essere più duro e puro dell’altro, a spingere sulla cattiveria, la presunta iconoclastia. E se poi la gente non ride per una battuta sulla Madonna, accusi le persone di non essere ancora libere dai dettami cattolici. Tanto che c’è chi fa a gara su quanti spettatori ha fatto andare via dalla sala. Credo però ci sia un fraintendimento. Infatti la chiamo la “misunderstand-up comedy“".

Be’, questa dovrebbe registrarla.

"Deve essermi venuta da ubriaco. Il fatto è che spesso si vedono solo gli spettacoli dei più grandi, finendo per pensare che i comici anglosassoni dicano cose estreme. Non è così. Se uno gira per locali negli Stati Uniti, trova quello che fa la freddura sulla suocera, mica sono tutti Ricky Gervais".

Forse ci sono meno tabù?

"No, neanche quello. Perché hai voglia a fare certe battute in America, negli Stati sudisti. E in Inghilterra se provavi a ridere della regina Elisabetta ti linciavano".

Uno potrebbe pensare che parecchi colleghi le stiano un po’ antipatici.

"Provo solo invidia. Per chi ad esempio emerge in pochi mesi grazie ai video sui social, nonostante battute talmente vecchie che ci vuole il Carbonio 14. Invidio quella faccia tosta".

È troppo colto come dicono? "In realtà sto lavorando con l’Intelligenza Artificiale. Le ho chiesto di immaginarsi Dante intervistato da Francesca Fagnani per Belve. È venuta bellina, la trova sui miei social. Chiedo all’algoritmo di migliorarmi".

Lei provoca. Ma i suoi ragazzi a scuola come se la cavano con la tecnologia?

"Sono ancora troppo giovani per usarla da soli, gliela mostro a scopo dimostrativo, con ironia. L’IA determinerà il nuovo livello di mediocrità, considerando però che durante le verifiche mica ce l’avranno poi a disposizione. Figurarsi ora che il ministro Valditara ha pure bandito i cellulari dalle classi".

Una visione anacronistica?

"Romantica, fuori da questo complesso mondo. Come se si guardasse sempre come modello a un passato migliore, genuino, dove si studiava davvero. Lo stesso gusto di quei meme sulle estati anni 80, in quattro sul motorino a mangiarsi il gelato. Ma di meglio c’era solo che magari uno non aveva problemi di prostata. Mi pare insomma che sia una legge che parla unicamente a una parte del proprio elettorato, quello da ospizio".

Quando il pubblico non ride cosa fa?

"Provo ad anticipare qualcosa ma l’onda negativa la senti subito, succede a tutti, anche ai più grandi".

Se ne è mai andato dal palco? No, anche se avrei dovuto in alcune circostanze ma non certo per colpa del pubblico con cui continuo ad avere un rapporto speciale. Ho fatto repliche in situazioni paradossali. Una sera non avevano chiuso le strade al traffico, sembrava di essere alla Mille Miglia. A un certo punto vedo arrivare i Carabinieri a sirene spiegate, si mettono di fianco a me e mi fanno segno che ora è tutto a posto, mentre i lampeggianti continuavano a girare...".