Virgilio occupato. Blitz degli studenti:: "Ce ne prendiamo cura". E il preside dorme lì

La “presa“ del liceo più grande di Milano con sorpresa (del dirigente). Servizio d’ordine e regole insieme alle rivendicazioni: "Chi rompe paga".

Virgilio occupato. Blitz degli studenti:: "Ce ne prendiamo cura". E il preside dorme lì

Virgilio occupato. Blitz degli studenti:: "Ce ne prendiamo cura". E il preside dorme lì

"Occupiamoci della scuola. Da questo momento sarà la nostra casa, ce ne prenderemo cura". Sono le sette del mattino di lunedì. La stagione delle occupazioni in città riparte dal liceo più grande di Milano, il Virgilio di piazza Ascoli, con questa promessa e dando un segnale forte e chiaro. Per voltare pagina, dopo i danni all’istituto Severi-Correnti e il giro di vite contro chi occupa annunciato dal ministro Giuseppe Valditara, già all’alba insieme al fitto elenco di rivendicazioni si stilano le “regole“: al mattino assemblee ("senza disperdersi nella scuola") "no esterni", rispettare gli orari (in quattro turni più pranzo e cena) e "non fare né danni né scritte: chi rompe paga". A buon intenditor poche parole. Il blitz è cominciato alle cinque e mezza del mattino, il preside Roberto Garroni però, avendo qualche presentimento, aveva deciso di dormire lì già nella notte a cavallo tra domenica e lunedì. "Hanno fatto una faccia quando mi hanno visto", racconta, senza nascondere la stanchezza e anche un pizzico di amarezza: "Avevamo già in programma la co-gestione e interventi molto interessanti, che a questo punto salteranno. Ma abbiamo trovato un accordo quantomeno accettabile". Due giorni e due notte di attività autogestite, vengono raccolti i nomi di chi resta oltre l’orario. L’occupazione è stata subito segnalata alla Digos.

"Abbiamo un servizio d’ordine ma per prima cosa abbiamo sensibilizzato tutti i nostri compagni – spiegano gli studenti -: non facciamo entrare gli esterni e saremo attentissimi. Vogliamo il bene della nostra scuola". Anche il preside, per sicurezza, non ha abbandonato il liceo: "Dormirò nel mio ufficio", conferma Garroni. Come aveva fatto una decina di giorni prima anche la collega del liceo artistico Boccioni, Stefania Giacalone, (facendo sfumare di fatto l’occupazione) e come fece nel 2021 il preside del classico Parini, Massimo Nunzio Barrella. "Stiamo occupando per opporci al vigente sistema scolastico e proporne uno nuovo autogestito da noi studenti – spigano gli occupanti del Virgilio –. Questa decisione non la abbiamo presa per opporci alla presidenza della nostra scuola, ma per un malessere condiviso dall’intera componente studentesca verso le istituzioni". Sotto la lente l’edilizia scolastica carente, l’insegnamento "esclusivamente nozionistico", il modello aziendalistico della scuola, l’ultima riforma sulle valutazioni "che ha sradicato il valore educativo e di formazione del senso critico rimpiazzandola con un “pugno di ferro”". Chiedono più supporto psicologico, protestano anche contro una Milano sempre più esclusiva e poco vivibile. Alzano lo sguardo oltre la città: "Non possiamo rimanere indifferenti davanti al genocidio perpetrato a Gaza".

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