Milanese di 33 anni stuprata dal massaggiatore della “spa”: l’uomo condannato a due anni di carcere

I fatti sono avvenuti a Las Palmas, alle Canarie. La ricercatrice tornò dalla vacanza e decise di sporgere denuncia alla stazione dei carabinieri del suo quartiere

Manifestazione nei dintorni della Stazione Centrale contro gli abusi sulle donne

Manifestazione nei dintorni della Stazione Centrale contro gli abusi sulle donne

Due anni al massaggiatore spagnolo che, in una spa di lusso, a Las Palmas, Canarie, ha violentato una 33enne ricercatrice universitaria milanese. La condanna è stata pronunciata, a Milano, dalla gip Rossana Mongiardo, pur essendo il massaggiatore 43enne residente in Spagna. Nonostante infatti, il reato sia stato commesso all’estero, ha indagato la procura di Milano, così stabilisce una norma del codice. In deroga all’articolo 604 ter del codice penale che riserva alla giustizia italiana la competenza solo sul territorio Italiano, per i reati comuni a sfondo sessuale (quelli di cui si occupa il quinto dipartimento) la vittima può trasferire nel luogo di residenza la competenza ad indagare.

In sostanza, la vittima che ha sporto querela per questo reato alla stazione di Rogoredo ha trasferito la giurisdizione del caso a Milano, la cui procura viene così autorizzata a svolgere indagini. Ieri la fine di una incubo con la pronuncia della condanna. La vacanza doveva essere meritato riposo per una 33enne, ricercatrice di biotecnologie in un grande ospedale milanese. Il dramma succede proprio durante un soggiorno vacanza a Las Palmas, nel paradiso delle Canarie.

Sofia (nome di fantasia) subisce una violenza sessuale che avrà la forza e il coraggio di denunciare solo una volta tornata a Milano, città in cui abita, cinque giorni dopo averla subita. L’aggressore lo incontra casualmente nell’albergo di Las Palmas, si mostra gentile e le racconta di fare il massaggiatore professionale. Lei si fida e decide di accettare il massaggio, che si trasformerà in tutt’altro una volta che lui chiude la porta della stanza deputata ai trattamenti estetici.

Il luogo in cui avverrà l’abuso è un seminterrato riservato agli ospiti del resort, lontano dalla hall e isolato dal resto della struttura alberghiera. Sarà nell’oscurità di questo luogo che lo spagnolo di 43 anni mette in atto il suo piano, a cui la giovane ricercatrice milanese non riesce ad opporsi subito, paralizzata come è, dallo choc. La donna, ancora molto provata avrà la forza di raccontare tutto solo una volta rientrata a Milano. Cinque giorni dopo la violenza infatti, si presenta dai carabinieri della stazione di Rogoredo e sporge una dettagliata denuncia contro il massaggiatore-violentatore.

Il fascicolo che racchiude il racconto di Sofia e l’esito delle visite mediche finisce sul tavolo del quinto dipartimento, quello deputato alle fasce deboli, guidato dall’aggiunta Maria Letizia Mannella. Dall’Oie, ordine di indagine europeo, è emerso che il 43enne non faceva parte dello staff dell’albergo, ma svolgeva il suo servizio “a chiamata”, così hanno testimoniato il titolare del resort e il coordinatore del personale. Il 43enne è stato Identificato attraverso le videocamere di sorveglianza del tragitto che porta alla stanza dei massaggi.

Mail: anna.giorgi@ilgiorno.net

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