Liceale di 18 anni violentata a Milano: dal Tocqueville di corso Como allo stupro in auto nel parcheggio. Poi lui è tornato in discoteca

L’arrestato 23enne ha approfittato del fatto che la ragazza fosse stordita dall'alcol per caricarla in macchina e allontanarsi. Poche settimane prima era stato segnalato per atti osceni fuori dall'Alcatraz

I due si sono conosciuti in discoteca, poi lui l'ha portata in un parcheggio e avrebbe abusato di lei (foto di archivio)

I due si sono conosciuti in discoteca, poi lui l'ha portata in un parcheggio e avrebbe abusato di lei (foto di archivio)

Milano – Le immagini delle telecamere lasciano pochi dubbi: si vede il presunto violentatore che sorregge la vittima per farla entrare in macchina, le apre la portiera, le stringe la cintura di sicurezza e poi va verso il lato guida. Poi il viaggio in macchina per meno di un chilometro, la sosta in un parcheggio e gli abusi sessuali. È la drammatica sequenza andata in scena il 14 maggio 2023, al centro dell'indagine che ha portato all'arresto di un ventitreenne, Giuseppe E., residente in provincia di Monza Brianza. 

In corso Como

Stando a quanto ricostruito dagli agenti della Squadra mobile, i due si sono conosciuti in una nota discoteca di corso Como, il Tocqueville: sia il presunto aggressore che la vittima, che vivono entrambi fuori Milano, erano lì con amici per trascorrere la serata. A un certo punto, il ventitreenne è uscito dal locale in compagnia della ragazza, appena maggiorenne e studentessa di un liceo, e, approfittando dello stordimento provocato dall'abuso di sostanze alcoliche, è riuscito a portarla verso la sua macchina, parcheggiata poco lontano, in via Bonnet. Quindi, l'auto si è allontanata in direzione nord, per poi fermarsi in un parcheggio, forse in via Tazzoli, a poche centinaia di metri di distanza, vicino piazza Gae Aulenti. Lì, secondo le accuse, sarebbe avvenuta la violenza.

La richiesta di aiuto

Dopo più di mezz'ora, il ventitreenne ha abbandonato la diciottenne nel parcheggio, è risalito in macchina ed è tornato in discoteca: le telecamere lo hanno immortalato al rientro, senza la ragazza. Dopo essersi ripresa dallo choc, la liceale ha chiamato le amiche, che sono uscite dalla discoteca e l'hanno raggiunta. Nessuna di loro, però, ha chiamato il 112. Il giorno dopo, la diciottenne si è recata in ospedale nel suo Comune di residenza, pur non ricordando granché di quello che le era successo la notte precedente. Le visite mediche hanno trovato riscontri alla violenza subita. Nel frattempo, la denuncia è stata trasmessa agli investigatori della Mobile, competenti per territorio sul luogo del raid, che hanno immediatamente acquisito i filmati delle telecamere.

Il furto e il tampone

La notte della violenza intorno alle 4.20, quindi dopo dopo la presunta violenza, il ragazzo ha denunciato il furto di una collanina d'oro alla polizia. Qualche tempo dopo, è stato convocato in Questura per la denuncia del furto e gli è stato prelevato il Dna da un tampone salivare che lui stesso si è fatto. I tratti genetici sono risultati compatibili con le tracce lasciate dall'aggressore sulla ragazza vittima di violenza.

L'indagine

Gli agenti della sezione specializzata in reati contro donne e minori, coordinati dal funzionario Stefano Veronese e dal pm Alessia Menegazzo, sono riusciti a individuare la macchina e a recuperare una parte della targa. Da lì i poliziotti sono risaliti al ventitreenne, incastrato dal tracciato del suo smartphone nelle celle telefoniche e dall'esito degli accertamenti biologici. Sabato mattina, il ragazzo, di professione impiegato, è stato arrestato e messo ai domiciliari nell'appartamento dove vive con i genitori, in esecuzione dell'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Mattia Fiorentini.

Il precedente

Ai primi di aprile, il ventitreenne era stato sanzionato dagli agenti della polizia, intervenuti fuori dall'Alcatraz di via Valtellina su segnalazione di alcune ragazze, che l’avevano visto compiere atti osceni all'interno della sua macchina.

La “freddezza” del giovane

Emergono intanto alcuni dettagli su quella sera. Il 23enne arrestato è riuscito anche a “ingannare l'addetto alla sicurezza del locale”, dicendogli che lei era la sua fidanzata, “in modo che lo lasciasse uscire dalla discoteca in compagnia della vittima e addirittura lo aiutasse a caricarla” sulla macchina. Lo scrive il gip di Milano Mattia Fiorentini nell'ordinanza di custodia cautelare emessa a seguito delle indagini dell'aggiunto Letizia Mannella e del pm Alessia Menegazzo, condotte dalla Squadra mobile.

Il giudice mette in evidenza nel provvedimento la “freddezza dimostrata” dal giovane “nell'esecuzione della violenza sessuale verso una vittima inerme”, abusata mentre era in condizioni di “inferiorità”, perché aveva bevuto molto ed era “del tutto priva della lucidità necessaria per esprimere il proprio consenso”. Agli atti anche il racconto, con la denuncia, della ragazza, la quale ha messo a verbale che il 23enne, incontrato nella discoteca quella notte, “mi ha subito detto di seguirlo ma io ho detto di no (...) da quel momento l'unico ricordo che ho è che faticavo a reggermi in piedi”.

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