Violento raid al semaforo. Preso uno degli aggressori

Via Montegani, in tre hanno pestato l’automobilista per rubargli lo zaino. In manette il trentaduenne Cristian Conte: tradito da un piercing sul naso.

Violento raid al semaforo. Preso uno degli aggressori

Violento raid al semaforo. Preso uno degli aggressori

"Sentivo l’auto dietro alla mia suonare il clacson, io mi accostavo perché pensavo che volessero sorpassarmi, ma dall’auto scendevano tre soggetti, i quali si avvicinavano alla mia auto". Ore 19.30 del 5 febbraio scorso, siamo all’incrocio tra via Montegani e viale Giovanni da Cermenate. La Panda guidata da un trentacinquenne tunisino viene presa d’assalto al semaforo: "Aprivano entrambe le porte anteriori – metterà a verbale il malcapitato automobilista –. Uno mi colpiva con svariati pugni al volto, attingendo l’occhio sinistro e il capo, un altro mi colpiva al busto. Un altro apriva la porta del passeggero posteriore sinistro". Un pestaggio brutale per rubare uno zaino contenente 400 euro, uno smartphone marca Samsung e alcuni quaderni. A poco più di due mesi da quel raid, costato al nordafricano la frattura chiusa della parete inferiore dell’orbita sinistra, i carabinieri della stazione Gratosoglio e del Nucleo operativo della Compagnia Magenta, coordinati dal pm Giulia Floris e guidati dal capitano Nicola De Maio, hanno arrestato uno degli aggressori, colui che avrebbe aperto lo sportello anteriore destro per impossessarsi dello zaino: in manette il trentaduenne Cristian Conte, residente in zona Barona, con precedenti per rapina aggravata, furto, resistenza a pubblico ufficiale, lesioni e porto d’armi abusivo.

Le indagini dei militari sono partite dalle dichiarazioni del trentacinquenne, che, seppur con la vista annebbiata dai cazzotti ricevuti, è riuscito a fornire una descrizione di Conte: "Barba lunga brizzolata, cappellino da baseball con visiera di colore scuro, anello piercing al naso, robusto". Non basta: l’uomo è riuscito anche a realizzare un breve filmato delle fasi finali del blitz. Così gli investigatori hanno potuto lavorare su un parziale di targa dell’auto degli aggressori, guidata da una quarta persona rimasta al volante ad aspettare: la Golf grigia è risultata intestata alla moglie di Conte. A quel punto, la foto del trentaduenne è stata mostrata al pestato, che l’ha riconosciuto "senza ombra di dubbio". Ora è caccia ai tre complici.

Nicola Palma

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