Paullo (Milano), 31 ottobre 2017 - In barba alle nuove tecnologie, il vinile non è morto. Anzi, nel Milanese è più vivo che mai, con un’azienda del settore, la Europress Vinyl di Paullo, che sforna fino a cinquemila dischi al giorno e che in questo periodo lavora a pieno ritmo, anche per evadere gli ordini natalizi. Al timone dell’azienda, che insieme all’annessa cartotecnica dà lavoro a 30 persone, c’è Michele Gagliardi, che si occupa di vinile dal 1980 e che oggi, solo col vinile, fattura due milioni di euro. «Mia moglie, che lavora nel settore dal ‘74, ha contribuito a trasmettermi questa passione. Con la mia azienda precedente, ho lavorato fino al 2010 – racconta -. Poi ho ceduto l’attività perché sembrava che il vinile avesse subito una flessione; però, ho tenuto per me un paio di macchinari. Sì, lo ammetto: sono un inguaribile nostalgico».

«Nel 2015 - prosegue l’imprenditore - sono stati alcuni amici a spingermi a rispolverare quelle macchine, tanto più che sembrava che il genere stesse tornando di moda. Così, sono tornato a stampare». Ed è nata la Europress Vinyl srl. Dal disco alla copertina, l’azienda è in grado di consegnare al cliente il prodotto finito. E piovono le commesse, da parte delle case discografiche. «Questo periodo dell’anno è in assoluto il più intenso. La settimana scorsa ha dovuto, mio malgrado, rifiutare un ordine di 100mila pezzi. Ormai ogni cantautore incide anche su disco, oltre che su cd – spiega l’esperto -. E poi c’è il filone del revival: giusto adesso abbiamo in caldo una riproposizione dei migliori successi di Cristina D’Avena. Roba da veri appassionati».

Non solo amanti del rétro. La vendita dei dischi s’indirizza al mercato dei collezionisti, e persino le nuove generazioni si stanno (ri) avvicinado a questo universo che sembrava perduto. Lo dimostra l’appena trascorsa Music Vinyl Week, voluta dai ragazzi di Amazon Italia. Sette giorni di promozioni e ristampe non-stop, nel segno del revival. Fra le reginette dell’edizione 2017 della rassegna, Nord Sud Ovest Est degli 883, in vinile rosso. Ma come nasce un disco? Si parte da 220 grammi di pvc in granuli. Questo materiale, immesso in un’apposita macchina, viene compattato da una pressa e trasformato in una pastiglia. Poi il disco viene ulteriormente assottigliato e, attraverso delle matrici, vi si imprimono i solchi per l’emissione del suono. A quel punto, il prodotto viene sottoposto a un processo di raffreddamento, mentre una lama rimuove il pvc in eccesso. Ecco, in 23 secondi esatti, la magia è compiuta. A Paullo il meccanismo è reso ancor più suggestivo dalle attrezzature degli anni Settanta, che Gagliardi ha gelosamente custodito. Opportunamente restaurate (e abbinate a macchinari più recenti), funzionano a meraviglia.