Villa Di Breme si rimette a nuovo. Arriva mezzo milione dal Ministero

L’antica dimora sarà ristrutturata e migliorerà anche l’efficienza energetica e l’accessibilità per i disabili

Villa Di Breme si rimette a nuovo. Arriva mezzo milione dal Ministero

Villa Di Breme si rimette a nuovo. Arriva mezzo milione dal Ministero

Dal Ministero delle Infrastrutture un finanziamento di 562mila euro da destinare a interventi di tutela e valorizzazione per Villa Di Breme Forno. Il restauro riguarda l’efficientamento energetico della dimora storica di via Martinelli, l’adeguamento per garantire l’accessibilità e la fruibilità da parte delle persone con disabilità, e una manutenzione straordinaria per la conservazione di questo luogo di pregio. I lavori dovranno iniziare entro il 2024.

"Grazie al finanziamento ottenuto possiamo intervenire su uno dei gioielli del territorio. Villa Di Breme Forno è una struttura di notevole pregio che merita di essere ulteriormente valorizzata e protetta – ha commentato il sindaco Giacomo Ghilardi –. I fondi assegnati ci consentiranno di svolgere alcuni lavori necessari che permetteranno all’edificio di aggiungersi, a pieno titolo, agli altri poli culturali presenti e attivi in città".

Oggi la dimora storica, di proprietà comunale, ospita attività di valorizzazione con apertura al pubblico, una programmazione di visite guidate, eventi culturali, aperture straordinarie, attività promozionali e di conoscenza della storia di Cinisello. Proprio per stimolare il legame tra la città e la dimora, continuare la ricerca storica e creare nuove iniziative, a ottobre è nata l’associazione Amici di Villa Di Breme, fondata dai coniugi Vittorio Rossin e Giuseppina Alessandro. A breve, però, l’edificio sarà trasformato con una funzione innovativa per tutta l’area metropolitana.

A marzo, infatti, è stato firmato l’accordo tra il Comune e Afol metropolitana per la realizzazione dell’Hub del lavoro e della formazione. Qui troveranno spazio la nuova sede dell’agenzia, con il suo centro per l’impiego, uno spazio di coworking e percorsi con una vocazione specifica alla multimedialità per formare operatori e tecnici informatici e grafici ipermediali. Tra le proposte c’è anche quella di creare una “scuola-impresa“, attraverso la gestione del bar presente presso la struttura, come già sperimentato con successo ad Arese con il centro civico Agorà.

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