MARIANNA VAZZANA
Cronaca

Premio alla vigilessa sfregiata: "Mi ha quasi reciso i nervi facciali, ma rifarei tutto"

Medaglia al merito per Vittoria Inger Sollima che nel 2014 fu ferita al volto da un evaso da lei catturato. "Ho avuto 20 punti di sutura e un mese di prognosi. Grazie per questo riconoscimento inaspettato"

Vittoria Inger Sollima riceve la medaglia d’argento al merito civile

Vittoria Inger Sollima riceve la medaglia d’argento al merito civile

Milano - Milano - "In quel momento ho sentito calore sul viso e ho capito che era sangue. L’adrenalina ha fatto da anestetico". Poi, venti punti di sutura e un mese di prognosi. "Un millimetro di profondità in più sarebbe bastato a recidermi i nervi facciali. Ma non mi pento di essere intervenuta: ho fatto il mio dovere, lo rifarei".

Vittoria Inger Sollima, quarantanovenne, assistente esperto della polizia locale di Milano, nel 2014 è stata sfregiata al volto da un evaso con un calice di vetro mentre lo stava arrestando insieme a un collega. Ieri mattina ha ricevuto dal prefetto di Milano Renato Saccone la medaglia d’argento al merito civile. Un riconoscimento conferitole con decreto del presidente della Repubblica del 26 maggio 2022 su proposta del ministro dell’Interno per "l’esempio di coraggio, forza d’animo e senso del dovere" dimostrato dall’agente, in polizia locale da 23 anni.

Che cosa ricorda di quel giorno? Tutto. Ero insieme a un collega nella periferia nord della città, a caccia di un evaso. Un uomo arrestato per spaccio il giorno prima e poi scappato dall’ospedale in cui era stato accompagnato per un malore. Non è stato semplice trovarlo, perché era un extracomunitario senza fissa dimora. Lo abbiamo avvistato fuori da un bar, ci siamo qualificati e lui ha subito reagito con violenza, prima fuori e poi dentro il locale, dove ha rotto un bicchiere. Mi ha dato un pugno sul viso tagliandomi con un coccio che aveva nascosto tra le dita. Il collega è stato ferito, alla gola. Ma lo abbiamo arrestato". Oltre alle cure per la ferita ha ricevuto supporto psicologico? "Sì, mi è stato proposto e ho accettato, perché la mia intenzione era di ritornare a fare servizi sulla strada. Mi è servito rielaborare quello che mi è successo". Per quale unità lavora? "Nel 2014 ero nell’Unità antidegrado del Comando di Zona 9. Ora lavoro per l’ufficio accertamenti tributari. Una mansione diversa ma che mi consente comunque di uscire per gli accertamenti". Si aspettava il riconoscimento? "No. Ma è stata una sorpresa molto gradita che mi ha emozionato. Mi piace constatare che il mio impegno sia stato riconosciuto". Ha delle passioni? "Sono un’addestratrice cinofila. Appena stacco dal lavoro mi dedico ai miei cani: ne ho 7, di varie taglie, e in questo momento un’altra cagnolina in stallo. Hanno tutti un passato difficile, di maltrattamenti. Sono felice di poter dare loro una vita serena".

 

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