Video-inchiesta e tour con i tecnici, studenti in campo: “Così curiamo le scuole"

Sopralluogo con alunni, professori e Città metropolitana nel polo di Cimiano. Ad aprile partiranno i cantieri da quasi sei milioni di euro

Una protesta degli studenti milanesi

Una protesta degli studenti milanesi

Milano - Dalla video-inchiesta degli studenti, con la mappa delle criticità degli edifici, al sopralluogo con i tecnici di Città Metropolitana, per analizzare ogni singolo aspetto e “interrogarli“ sui lavori già in programma nel polo scolastico di Cimiano, dove orbitano Molinari, Maxwell, Besta, Natta e la succursale del Vespucci (ospitata temporaneamente lì, in attesa della conclusione dei lavori in via Valvassori Peroni).

A stilare il verbale finale sono proprio i ragazzi che - archiviate le proteste con cui era cominciato il mese di febbraio - promuovono la modalità: "Il confronto è servito sì, è utile sia a noi che a Città Metropolitana", sottolinea Thomas Rodia, portavoce del Molinari. Gli edifici che fanno parte del complesso sono stati costruiti intorno agli anni Settanta e sono energivori (si superano i 30 kWh/m²). "Qui è già previsto un intervento di riqualificazione energetica per quattro milioni e 700mila euro – spiega Roberto Maviglia, consigliere di Città Metropolitana con delega all’Edilizia scolastica –. Rispetto ai nostri programmi i cantieri sono slittati di qualche mese, ma cominceranno ad aprile con l’idea di chiudere tutto entro l’autunno. I ragazzi ci hanno chiesto un incontro: è doveroso ascoltarli e informarli sui lavori che partiranno e che risolveranno gran parte dei problemi sollevat ".

Al sopralluogo tra le quattro scuole sono stati invitati alunni e prof. "Ci sarà anche una valorizzazione delle strutture, dai cappotti (quello del Natta è quasi pronto, ndr) all’impianto fotovoltaico e a una nuova caldaia", continua Maviglia. Sulla strada ci sono altri nodi da sciogliere, dai bagni alle palestre, passando dal sogno di sistemare anche i laboratori nei seminterrati, abbandonati da tempo. "Per quello servono progetti e investimenti – continua il consigliere –. Abbiamo spiegato anche come funzionano i finanziamenti in Città metropolitana: non abbiamo risorse nostre. L’obiettivo è avere una manutenzione predittiva, ma anche quest’anno dobbiamo restituire allo Stato 111 milioni per il risanamento della finanza pubblica (due milioni in più rispetto allo scorso anno). Se ce li lasciassero tutti e decidessimo di investirli per un anno sulle scuole potremmo destinare oltre 700.000 euro per ogni edificio scolastico per fare manutenzione: i ragazzi hanno tutte le ragioni a chiederlo".

"Giustamente è stato chiesto anche a noi studenti di aver maggior cura degli spazi in cui dobbiamo passare la maggior parte delle giornate per almeno cinque anni anni" si legge nel verbale, ricordando i soldi che si sprecano quando si buttano bottigliette, ombrelli e pure telefoni negli scarichi. “Abbiamo portato alla luce alcune mancanze – continua Thomas, condividendo le informazioni con i compagni di classe –: ci è stata data ragione e ci è stato illustrato il progetto di riqualifica del nostro istituto che prevede cappotto, pulizia e sistemazione dell’impianto di riscaldamento, installazione di valvole per regolazione da remoto e rilevazione temperature dell’impianto di riscaldamento oltre all’impianto fotovoltaico, che renderà la nostra scuola autonoma al 70%, e alla sostituzione dell’intero impianto d’illuminazione con lampade Led".

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