Via Popoli Uniti
Via Popoli Uniti

Milano, 24 ottobre 2019 -  Un terreno dalla forma triangolare, una tettoia su un lato, la massicciata ferroviaria accanto. Questo spazio di via Popoli Uniti 30, in fondo a via Ferrante Aporti, tra la zona della stazione Centrale e viale Monza, è circondato da un muro di cinta ed è protetto da un cancello: pare la sede di un’attività, una come tante. E invece no: è un’area di circa 500 metri quadri dismessa da anni, «non meno di 5», segnalano i cittadini della zona che ora si stanno mobilitando per vederla rinascere. Un tema sollevato dall’associazione Gruppo Fas (Ferrante Aporti Sammartini) già due anni fa e ora di nuovo al centro del dibattito: perché non aprire quello spazio, che è del Demanio comunale, al quartiere? Le proposte non mancano. C’è chi vorrebbe creare un giardinetto o un’area cani, chi spazi per il relax, chi chiede di «compensare i parcheggi tolti in zona». Qualcuno sogna un campetto di calcio o una balera, oppure un luogo che ospiti più attività insieme. I rappresentanti di Fas hanno invitato a pronunciarsi.

«Il triangolo no , il Comune l’ha dimenticato... canterebbe Renato Zero se fosse milanese - ironizzano sulla loro pagina Facebook -. Questa area potrebbe ritornare ad uso pubblico. Le ipotesi sono molte, in questo momento di riordino ‘tattico’ della viabilità e vivibilità della zona». Vedono il luogo come una sorta di ideale prolungamento della nuova piazza di «urbanistica tattica» di NoLo, nata tra le vie Venini e Spoleto, che si allunga fino all’angolo con via Popoli Uniti dove fanno capolino panchine e rastrelliere per bici. I cittadini di Fas puntano gli occhi su quest’area recintata da almeno due anni: «Quel luogo - spiega il vicepresidente Angelo Cappellina - in passato era la sede di un rottamaio. Anni fa la ditta ha chiuso e tutto è rimasto così com’è. Nel 2017 era stato messo a bando dal Comune insieme ad altre proprietà dismesse. Di fatto, però, il terreno è rimasto vuoto. Col tempo si sta degradando sempre di più: il muro esterno è rovinato in alcuni punti e c’è il rischio che l’interno attiri cattive frequentazioni». Alcuni residenti dicono di aver già visto «qualche disperato» rifugiarsi sotto la tettoia dopo aver scavalcato. «Noi vorremmo una nuova vita per questo luogo - continua Donatella Ronchi, presidente Fas -, sul modello di quanto già realizzato dall’altro lato dei binari ferroviari, tra via Sammartini e il Naviglio Martesana: grazie all’interessamento dei cittadini e alla ‘progettazione partecipata’, un’area dismessa è stata trasformata nel parchetto della ‘piccola goccia’ eliminando il muro che creava una barriera».

Una prima risposta arriva dall’assessore Pierfrancesco Maran (Urbanistica e Verde), su Facebook: «Ho letto tante belle proposte. Non vedo l’ora di vederci per decidere insieme su quale puntare». Ma c’è anche chi, invece, vede «il triangolo» come un’alternativa alla piazza di «urbanistica tattica» di NoLo destinata ai pedoni. Tradotto, vorrebbe concentrare lì dentro gli spazi banditi alle auto e riservati a giochi e relax e ripristinare la «vecchia» viabilità e tutti i posti auto. «Per me la nuova piazza pedonale è stato il colpo di grazia: vendo mobili, i clienti non hanno più possibilità di parcheggiare l’auto, in più lo slargo che abbiamo davanti al negozio non è utilizzato. E’ pure pericoloso: di notte, è capitato che dei ciclisti finissero contro le panchine. Purtroppo chiuderò il negozio entro l’anno», annuncia Liliana Costa, di Nuova Idea. Il progetto ha carattere sperimentale.