Via Marghera pedonalizzata, la proposta spacca commercianti e residenti: ecco perché

Milano, l’ipotesi formalizzata dal Municipio 7. Asco De Angeli: "Non contrari a priori, ma non ci hanno interpellati" C’è chi teme "un colpo al cuore" e chi spera in un "effetto via Dante"

Via Marghera, in vista del progetto pedonale
Via Marghera, in vista del progetto pedonale

La proposta di rendere via Marghera una strada pedonale spacca in due commercianti e residenti. L’idea di chiusura al traffico delle auto non è nuova, "è una questione dibattuta da più di dieci anni" ricorda Mauro Gifuni, presidente di Asco De Angeli Marghera. Ma adesso c’è stato un passo avanti in questa direzione. Il Municipio 7, guidato dalla presidente Silvia Fossati, ha chiesto "all’assessorato alla Mobilità" di collaborare con l’Amat (Agenzia mobilità ambiente territorio del Comune) "al fine di ottenere uno studio di fattibilità – si legge nella delibera - sull’ipotesi di un’eventuale pedonalizzazione di Via Marghera, totale o parziale, sia per il tratto Wagner - Ravizza sia per il tratto Ravizza – De Angeli".

La proposta ha incassato l’endorsement dell’assessora alla Mobilità del Comune, Arianna Censi. Il tema però resta divisivo. "Io non sono contrario a priori. Quello che però trovo incomprensibile è che la nostra categoria non sia stata mai interpellata, neppure per una riunione informale", dichiara il presidente che rappresenta i circa cinquanta esercizi della via, tra cui la pasticceria Moriondo (quasi 80 di storia) di cui lui è socio. "La pedonalizzazione sarebbe un colpo al cuore per la strada, già oggetto di appetiti da parte di fondi speculativi, e dove negli ultimi anni tante insegne a conduzione familiare sono state sostituite da catene" afferma Federica Zatelli, che da 17 anni ha rilevato l’osteria al Fuoco di Brace, che risale agli anni Settanta.

Più defilata la posizione del marito Giovanni Bianchini: "Se parliamo del tratto fra piazza Wagner e via Ravizza io sarei favorevole". "Il mio è un sì con riserva. Servirebbe anche procedere al restyling della via, riorganizzare i flussi del traffico e costruire nuovi parcheggi" argomenta Adriano Fagnani, titolare dell’Ottica Marghera. Cauto è pure Francesco Cantaluppi, titolare del negozio di intimo omonimo: "A settembre si parlava di pista ciclabile, cui sono contrarissimo. Favorevole alla via pedonale: fa bene al commercio, il caso di via Dante insegna. Bisogna però studiare bene il progetto: alternative valide per il traffico non ne vedo. Il rischio di creare un effetto imbuto in via Sardegna c’è".

"La pedonalizzazione non s’ha da fare" pensa invece Luca Cellamare, titolare della valigeria De Angeli nell’omonima piazza: "Ci sarebbe una riduzione del passaggio anche per i negozi vicini. Il commercio funziona anche grazie ai clienti che usano la macchina". La pensa in modo opposto Miguel Cotoldi, responsabile del ristorante Officina del Riso: "Con la chiusura al traffico diventerebbe una strada ancora più bella, come corso Garibaldi. Oltre ad incrementare il fatturato delle attività, si ridurrebbe il rischio incidenti: oggi troppi rider sfrecciano contromano mentre le macchine procedono in senso opposto".

La spaccatura si riproduce anche fra i residenti. "Sulla via ci sono tanti palazzi storici che non hanno box sotterranei. Se togliessero i posti in strada, dove mai potrebbero parcheggiare i residenti?" si chiede Riccardo Vergalli. La signora Angela, che abita in zona da cinquant’anni, è invece d’accordo con i fautori della pedonalizzazione: "Il traffico intenso, i clacson, le macchine in doppia fila rovinano la qualità della vita di chi ci abita".

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