MARIANNA VAZZANA
Cronaca

Via Arquà, Sos aggressioni. E i residenti si organizzano con gli "Affacci solidali"

Il progetto dall’associazione Bellarquà nasce dalla volontà degli abitanti: "Facciamo qualcosa di concreto per combattere le emergenze della strada"

Via Arquà, Sos aggressioni. E i residenti si organizzano con gli "Affacci solidali"

Via Arquà, Sos aggressioni. E i residenti si organizzano con gli "Affacci solidali"

"Affàcciati alla finestra". Stavolta non c’entra la “Serenata rap“ di Jovanotti: anziché "amore mio", il testo ideale in via Arquà, traversa di via Padova, prosegue con "vicino mio". L’idea è diventare “sentinelle della sicurezza fai da te“ offrendo il proprio sguardo dall’alto a chi, rientrando a casa tardi la sera, teme per la sua incolumità. Insomma, affacciarsi alla finestra per controllare che tutto fili liscio, finché la persona che ha chiesto l’aiuto dei residenti della via non sia tornata sana e salva nel proprio appartamento. E, va da sé, per lanciare subito l’allarme in caso di necessità. A finestre e balconi ci saranno tanti occhi non elettronici ma umani, uno strumento di sicurezza e di conforto in modo che nessuno, ragazze e donne in primis, si senta solo e in pericolo, alla mercè di eventuali malintenzionati, ubriachi o pusher; forte grazie alla rete della comunità, che è pronta anche a stare al telefono con chi rientra durante il tragitto.

Questa è “Affacci solidali“, l’iniziativa lanciata da "Bellarquà", associazione nata ufficialmente in queste settimane. Tutto parte da un gruppo di amici-residenti (dieci nel direttivo dell’Aps), principalmente donne: impiegate, designer, commerciliste, casalinghe, mamme e ancora chi lavora nel campo della comunicazione e chi in campo sociale, tutte si sono impegnate in prima persona per cercare di “aiutare“ via Arquà, spesso teatro di risse, bottigliate, territorio di spaccio e rapine. Cambiare pelle si può, partendo dalla sicurezza, la vera emergenza della via. "Dopo aver organizzato dei piccoli eventi di socialità, anche con l’aiuto di Mosso, teatro per i più piccoli e cinema all’aperto in cortile – spiega il direttivo di Bellarquà – ci siamo chiesti cosa fare per noi che lì abitiamo e non siamo più sicuri nemmeno quando torniamo a casa la sera. Così è nato l’affaccio solidale".

Come funziona: chi vorrà usufruirne, oppure offrire la propria disponibilità ad affacciarsi, può scrivere un messaggio alla pagina Instagram Bellarquà. Dopodiché, una volta entrato in contatto con il direttivo che gestisce il profilo, potrà far parte della chat interna per i messaggi tra gli abitanti. "Se vivi nella via e vuoi partecipare – invita l’associazione Bellarquà – scrivici un messaggio raccontandoci di te. Per creare un ambiente sicuro, crediamo sia importante conoscerci". L’iniziativa è nata principalmente per le donne, ma si accoglieranno volentieri anche gli uomini "perché la sicurezza per noi non ha genere".

Dopodiché, creato il gruppo, sarà semplice far funzionare il meccanismo: chi chiede “l’affaccio solidale“ comunicherà l’orario di rientro a casa e i vicini si organizzeranno per affacciarsi o per stare al telefono insieme, coprendo tutto il percorso.

"È incredibilmente spiacevole – continuano gli organizzatori – che si debba vivere con la paura nel tornare a casa la sera. Non possiamo permettere che la paura ci limiti. Il sostegno della comunità è essenziale per superare questo timore e riprendere il controllo, la libertà e la sicurezza". Già da oggi l’iniziativa è su Instagram in più lingue: italiano, inglese, cinese e arabo. "Questa è una delle strade più multietniche della città e noi vediamo questa caratteristica come un valore: cerchiamo di unire le persone per provare insieme a cambiare la situazione, convinti che lavorando insieme potremo fare davvero la differenza".

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