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9 mag 2022

Via Aquileia 12, il riscatto possibile

I palazzoni multietnici di Baranzate hanno festeggiato i due anni del progetto pilota “Rigenerare legami“

roberta rampini
Cronaca
Diversi i motivi per festeggiare: la fine del Ramadan, l’inizio dei corsi di italiano e informatica e un progetto per creare un gruppo di condòmini che coordini le attività
Diversi i motivi per festeggiare: la fine del Ramadan, l’inizio dei corsi di italiano e informatica e un progetto per creare un gruppo di condòmini che coordini le attività
Diversi i motivi per festeggiare: la fine del Ramadan, l’inizio dei corsi di italiano e informatica e un progetto per creare un gruppo di condòmini che coordini le attività

di Roberta Rampini

Erano tanti i motivi per ritrovarsi e festeggiare, sabato sera, nel palazzone di via Aquileia 12 a Baranzate, lo stabile multietnico per anni “monumento al degrado e all’illegalità“ e dal 2020 interessato da un progetto pilota di rigenerazione urbana e sociale. Si festeggiava la fine del Ramadan (qui moltissimi inquilini sono stranieri e di religione islamica), l’inizio dei corsi di italiano e informatica organizzati nell’ambito del bando “Rigenerare legami“, che si terranno all’interno del condominio nei locali gestiti dall’associazione “La Rotonda” e un progetto approvato nei giorni scorsi dalla giunta comunale per creare un gruppo di condòmini con il ruolo di coordinare attività e momenti aggregativi. A due anni dalla firma del Protocollo di intesa tra la Prefettura, il Tribunale di Milano e il Comune di Baranzate, la festa è stata anche l’occasione per vedere come è cambiato il volto del palazzone e del quartiere. "In questi anni abbiamo fatto interventi per migliorare l’illuminazione pubblica, il rifacimento dei marciapiedi e del parco pubblico, il tutto non solo a beneficio del condominio ma dell’intero quartiere Aquileia – spiega il sindaco Luca Elia –. Insieme ai carabinieri e alla polizia locale abbiamo monitorato costantemente la situazione di irregolarità, dalle occupazioni abusive di appartamenti alla microcriminalità, dall’uso di bombole Gpl in casa ai rifiuti gettati ovunque".

Lo stabile venne costruito negli anni ‘60 su progetto di Marco Romano. Inizialmente pensato per gli operai dell’Alfa di Arese, è composto da 134 appartamenti privati in cui vivono circa 450 persone, molti in una condizione economica precaria. Condòmini resilienti che in quel palazzone vivono da anni, volti nuovi, stranieri e italiani che vogliono “riscattare” quel luogo dal degrado urbano e sociale. Non da soli, ma insieme all’associazione “La Rotonda” (sempre presente per ascolto, aiuto, informazioni) e all’azienda consortile “Comuni insieme per lo sviluppo sociale“, che si occupa di servizi sociali in alcuni Comuni dell’hinterland di Milano. E che ora vedono i primi risultati. "Nelle prossime settimane avvieremo un progetto, finanziato dal Comune e dal Piano di zona, che durerà fino a dicembre 2022, e consentirà di avere nel condominio un presidio settimanale di operatori sociali che lavoreranno per consolidare un gruppo di condòmini che possano esercitare un ruolo di responsabilità e coordinamento degli abitanti e organizzare iniziative ed eventi aggregativi – conclude il sindaco –. La festa è stata l’occasione per ringraziare tutti gli abitanti di Aquileia 12 che stanno fornendo un grande contributo di impegno. La strada è ancora lunga, ma le premesse ci sono tutte".

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