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3 mag 2022

Vertenza Verti a Cologno, avviata la procedura per i licenziamenti collettivi

L’azienda, colosso delle assicurazioni, invia ai sindacati la raccomandata, coinvolti 180 lavoratori: "Ora fase di confronto "

3 mag 2022
laura lana
Cronaca
Presidio azienda Verti Cologno - Per edizione MIlano metropoli - Foto Spf
Presidio alla Verti
Presidio azienda Verti Cologno - Per edizione MIlano metropoli - Foto Spf
Presidio alla Verti

Cologno Monzese (Milano) - In via Volta, si avvia la resa dei conti. Verti, il colosso delle assicurazioni del Gruppo Mapfre, ha infatti avviato la procedura per i licenziamenti collettivi. Si tratta dell’ultimo atto di una riorganizzazione, avviata a novembre quando la multinazionale annunciò 253 esuberi su 605 addetti complessivi. A essere coinvolti sono 180 lavoratori. Lunedì l’azienda ha inviato a tutte le organizzazioni sindacali la raccomandata con la comunicazione su questo step finale, in relazione alla riorganizzazione in corso.

"Ora si apre la fase di confronto con le parti, anche con l’intervento delle istituzioni - spiega Paolo Plona, delegato Rsa -. Nelle prossime settimane dovrebbe infatti aprirsi il tavolo della Regione". I sindacati in modo compatto si stanno già attivando a tutti i livelli per affrontare il nuovo percorso. Intanto, proprio per condividere le prospettive delle prossime settimane, le sigle incontreranno i dipendenti in un’assemblea plenaria, in un’unica tornata, che si svolgerà nel cortile interno di via Volta lunedì. "Ora abbiamo davanti 90 giorni prima dell’avvio della procedura vera e propria del licenziamento collettivo, che in questo caso vede una previsione di circa 180 uscite - sottolinea Plona -. In sostanza, con le dimissioni incentivate, solo 129 lavoratori hanno deciso di andare via. La maggior parte è rimasta".

A metà aprile si erano infatti chiusi i tempi per le conciliazioni dei dipendenti che avevano deciso di accettare le buone uscite da parte e di dare dunque le dimissioni: un esodo su base volontaria per la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, con un incentivo economico, che prevedeva una media di 28 mensilità fino a un massimo di 33. Residuali invece erano stati i ricollocamenti in aziende fornitrici a causa di soli contratti part time a 4 ore, con salario e garanzie inferiori. A fine marzo erano scaduti i termini per arrivare a un’intesa tra azienda e sindacati. La società ha sempre ribadito la necessità di esternalizzare interi comparti per adeguarsi e restare competitiva sul mercato, garantendo "una crescita futura sostenibile", attraverso il ricorso alle tecnologie in grado di offrire assistenza al cliente meno costosa, accelerare i processi di automazione e digitalizzazione. 

 

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