ROBERTA RAMPINI
Cronaca

Valore quasi dimezzato Devastato dal vento il parco di Villa Litta si cura ma non guarirà

Dichiarato il più bello d’Italia nel 2016, iI giardino il 24 luglio ha perso 15 preziosi Cedri dell’Atlante: 8 abbattuti dalla tempesta e 7 pericolanti. Si tenta di salvare un Ginkgo Biloba che fu piantumato a metà ’800.

Valore quasi dimezzato  Devastato dal vento  il parco di Villa Litta  si cura ma non guarirà

Valore quasi dimezzato Devastato dal vento il parco di Villa Litta si cura ma non guarirà

di Roberta Rampini

Sono i numeri a dare l’idea del danno subito: il “valore ornamentale” del parco di Villa Litta di Lainate prima del nubifragio dello scorso 24 luglio ammontava a 1,2 milioni di euro. Ora è di 670mila euro. Dimezzato. Il parco storico che nel 2016 si è aggiudicato il titolo di “Parco pubblico più bello d’Italia”, proprio in virtù della sua unicità, ha cambiato volto e non tornerà più quello di una volta. Accompagnati da Paola Ferrario, curatrice del “Museo il Ninfeo” di Villa Litta abbiamo fatto un giro nei tre ettari di terreno che circondano la villa gentilizia, tra cedri e recinzione distrutta, operai al lavoro e qualche cittadino che guarda dall’esterno e chiede informazioni sulla riapertura. "La furia del vento del 24 luglio purtroppo ha causato danni ingenti, ha abbattuto otto Cedri dell’Atlante e altri in seguito a prove si stabilità da parte dell’agronomo Marco Giorgetti sono stati dichiarati ad alto rischio e quindi siamo stati costretti a intervenire in tempi brevi per evitare ulteriori crolli – spiega Ferrario –. Complessivamente sono stati abbattuti 15 magnifici esemplari di Cedro, alberi che avevano almeno 100 anni, alti dai 22 ai 28 metri. Oggi non abbiamo più la stessa visuale del Parco di prima: i Cedri che sono caduti hanno danneggiato anche la storica recinzione. Il cumulo di macerie è ancora lì sul marciapiede perché i mattoni vanno raccolti e custoditi seguendo le indicazioni che ci sono state date dalla Sovrintendenza. Per fortuna non sono caduti sui beni architettonici. Nei giorni successi al nubifragio abbiamo anche iniziato i lavori di pulizia nel parco storico per consentirne la riapertura. Ma anche qui sarà un lavoro complesso, è caduta una quindicina di alberi tra querce, bagolari e tigli. Ci sono rami spezzati ovunque. Il parco è sempre stato un osservato speciale da parte di agronomi e forestali, gli alberi erano in buone condizioni, ma la furia del vento non ha risparmiato neppure loro". A lato della Fontana di Galatea, nel cuore del giardino all’italiana c’è un raro esemplare di Ginkgo Biloba. Secondo quanto ricostruito "fu presumibilmente messo a dimora tra il 1850 e il 1855". Basta alzare lo sguardo per osservare lo stato di sofferenza in cui si trova. "Da settimane stiamo lavorando con i tree-climber per tagliare i rami danneggiati, eravamo già intervenuti nei mesi scorsi mettendo tiranti per dare una mano all’albero – aggiunge la curatrice –. Con gli agronomi valutiamo lo stato di resistenza di tutte le piante. Inoltre abbiamo aperto un tavolo di confronto tecnico con ReGiS, la Rete dei giardini storici, per capire cosa fare nel giardino all’italiana ora che non abbiamo più la ‘quinta’ dei cedri". Solo per i ripristini è stata stimata una cifra di 100mila euro. "Siamo intervenuti subito dopo il nubifragio, il 5 agosto sono riprese le visite guidate al Ninfeo e alle sale – dice il sindaco Andrea Tagliaferro –: vogliamo riaprire il parco storico al pubblico prima possibile".