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Nel cortile della Statale si fuma droga due mesi dopo gli arresti dei pusher

Due mesi dopo l'arresto dei pusher, l'odore di hascisc e marijuana dal chiostro raggiunge i locali vicini

MILANO 18/03/2016 POLIZIA COMMISSARIATO CENTRO - ARRESTATI DUE SPACCIATORI UN ITALIANO ED UN TUNISINO PER SPACCIO DI DROGA ALL INTERNO DELL UNIVERSITA STATALE SEDE VIA FESTA PERDONO - FRAME IMMAGINI VIDEO SPACCIO E SCAMBIO DI SOLDI - FOTO MARMORINO/NEWPRESS PER FACHIN LUCIDI TOGNOLATTI

Milano, 18 maggio 2016 - Appena si arriva nel cortile della Legnaia della Statale, la zaffata che viene dai ragazzi seduti tra le colonne del chiostro e i muri in mattoncini rossi non lascia dubbi: canne. A due mesi dall’arresto di due pusher – un milanese di 29 anni e un tunisino di 39 – che spacciavano liberamente vendendo marijuana e hascisc all’interno della sede centrale dell’Università degli Studi, via Festa del perdono, siamo tornati a fare un giro nel chiostro, il più lontano dall’ingresso principale. Per vedere se le abitudini siano cambiate dopo il blitz della polizia, in accordo con il rettorato dell’ateneo.

Così non sembra. Dal mattino al pomeriggio ci sono due ragazzi che stazionano a un angolo del cortile. Rollano la marijuana. Preparano gli spinelli. Li danno ad altri giovani. Anche adulti. Non si notano giri di soldi. Se fumare marijuana non è reato (si può andare incontro a sanzioni amministrative), possedere dosi di 4 grammi o più di cannabis è illegale. Dalle indagini degli agenti era emerso che i clienti di questo spaccio alla luce del sole e in mezzo a prof e studenti, non fossero solo interni all’ateneo. Anzi. Nel chiostro del cortile della Legnaia l’odore raggiunge il corridoio e la scala che porta alla biblioteca di Scienze della Storia. O quella che conduce alla segreteria didattica.

"Ormai la marijuana è entrata nella consuetudine di quello spazio – dice uno studente – e nessuno ci fa più caso. Non so se ci siano attività di spaccio ma la gente continua a fumare. Come sempre. Tranne quando passa la digos". In effetti dall’Università degli Studi confermano che non mancano controlli del personale dell’ateneo né iniziative delle forze dell’ordine, gestite quest’ultime ovviamente dalla questura. Ma che la "marija" sia un tema ormai diffuso in via Festa del Perdono lo conferma un convegno tenuto settimana scorsa nell’Aula 111. Il titolo? "Piantiamola! Legalizzare è giusto e conviene (?)".
(5 - continua)