Un’altra tragedia nel lago di Como. Sub muore durante un’immersione

Fabio Mancini di Cusago, 62 anni, si è sentito male al largo del Moregallo, sponda occidentale di Mandello del Lario, dove domenica scorsa ha perso la vita una sommozzatrice che aveva 66 anni.

Un’altra tragedia nel lago di Como. Sub muore durante un’immersione

Un’altra tragedia nel lago di Como. Sub muore durante un’immersione

Fabio era un sommozzatore esperto e meticoloso. Era un ingegnere del resto e non lasciava nulla al caso. Sapeva quindi del rischio che avrebbe corso con una riemersione rapida. Non aveva però altra chance che quella di pallonare per tornare a galla il più in fretta possibile, altrimenti sarebbe morto là sotto, a decine di metri di profondità negli abissi del lago di Como.

I suoi compagni di immersione hanno compreso immediatamente la situazione e subito allertato i soccorritori, ma poco dopo il suo ricovero d’urgenza in ospedale all’Alessandro Manzoni di Lecco, Fabio Mancini, 62enne di Cusago, è morto. "Embolia", le cause del decesso. Per la veloce risalita, senza effettuare le tappe di decompressione, nel suo organismo si sono cioè formate delle bolle d’aria che hanno impedito al suo sangue di raggiungere e ossigenare gli organi vitali. L’unica sua speranza di salvezza sarebbe stato il trasferimento in una struttura attrezzata con camera iperbarica, tuttavia non c’è stato il tempo. Fabio ieri mattina, insieme ad altri sommozzatori del centro di diving di Senago di cui faceva parte, si è immerso alle cosiddette Macchine del Moregallo, sponda occidentale del ramo lecchese del Lario. È un cimitero sommerso di auto appunto e altri rottami. È una mecca per tutti i subacquei della Lombardia e oltre: si può posteggiare vicino senza trascinare dietro le pesanti attrezzature, si presta sia alle immersioni più facili che a quelle più impegnative perché ha una splendida parete a strapiombo a pochi metri dalla riva senza necessità di una barca di appoggio e poi appunto ci sono i relitti da vedere. Le Macchine purtroppo è diventato pure un cimitero sommerso di sub, perché lì si immergono fino a 100 sommozzatori ogni fine settimana e più i numeri crescono più le probabilità che qualcosa vada storto aumentano, solo che se qualcosa non funziona con un grattacielo d’acqua sopra la testa, aumenta pure il rischio che finisca male, come accaduto a Fabio.

"Si è sentito male - riferisce uno degli istruttori di Dive In’ Bellagio, che gestiscono il sito di immersione e che conosceva Fabio -. Non era uno sprovveduto, non era da solo, lì c’era già stato molte volte. Purtroppo nella nostra disciplina capita".

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