Una stanza piena di occhi per le diagnosi di autismo

Inaugurata all’Irccs Santa Maria Nascente per osservare il gioco dei bimbi. L’associazione: nella nostra regione 134 nuovi casi certificati ogni mese.

Una stanza piena di occhi per le diagnosi di autismo

Una stanza piena di occhi per le diagnosi di autismo

All’Irccs Santa Maria Nascente della Fondazione Don Gnocchi di Milano, struttura privata accreditata che lavora anche in convenzione col servizio sanitario nazionale, l’unità di Neuropsichiatria infantile e riabilitazione dell’età evolutiva che ha in carico ambulatoriale un centinaio di bambini cui è stato diagnosticato un disturbo dello spettro autistico ha appena inaugurato una stanza speciale. Presentato a un paio di settimane dalla Giornata della consapevolezza sull’autismo, e realizzato con il sostegno dell’associazione Paolo Zorzi per le neuroscienze, si tratta di uno spazio "tecnologicamente assistito" per l’osservazione dei bambini durante il gioco e le attività di riabilitazione.

La camera è allestita come una stanza dei giochi, nella quale si nascondono però telecamere, sensori di movimento, microfoni e uno specchio unidirezionale che consentiranno agli specialisti di lavorare anche insieme ai genitori, per aiutarli a comprendere i momenti della seduta e i segnali che il bambino manda. Grazie alla strumentazione si potranno acquisire registrazioni audio e video sulla posizione dei segmenti corporei nello spazio, la direzione dello sguardo e altre misure relative alla mimica facciale e alla posizione del corpo, senza interferire con le attività di gioco dei bambini e con il lavoro clinico-riabilitativo. Questi dati saranno utili ai ricercatori della Don Gnocchi, che hanno in corso due progetti di ricerca in collaborazione con il Politecnico di Milano: “Erisibs”, che mira alla presa in carico precoce di bambini di pochi mesi che hanno fratelli o sorelle con autismo, e “Riscale”, che si basa su un robottino umanoide per favorire l’uso di gesti comunicativi nei bambini autistici sotto i sei anni. Ma la “stanza tecnologica” può servire anche a rendere più accurate le diagnosi, che ormai hanno raggiunto numeri incredibili: in Lombardia, secondo l’Associazione nazionale di famiglie e persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo, ogni anno vengono formulate 1.600 nuove diagnosi di disturbo dello spettro autistico. Vuol dire 134 nuove diagnosi al mese, e molte riguardano bambini piccolissimi, tra i 18 mesi e i due anni. Secondo il ministero della Salute, in Italia un bambino su 77 tra i 7 e i 9 anni presenterebbe un disturbo dello spettro autistico, e tra chi ne soffre i maschi sono 4,4 volte più delle femmine.

"Un recente studio sulla rivista Autism Research ha analizzato la letteratura scientifica e rilevato un aumento della prevalenza dell’autismo a livello globale", aggiunge Anna Cavallini, responsabile del dipartimento di Neuropsichiatria infantile della Don Gnocchi, precisando che "secondo gli autori questo riflette gli effetti combinati di più fattori, tra cui l’aumento della consapevolezza della società e i progressi nell’identificazione dei casi" ma "è ancora prematuro ipotizzare un incremento della prevalenza dovuto a fattori di rischio che aumentino la probabilità di sviluppare l’autismo".

Gi.Bo.

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