Uccise il figlio di 2 anni a calci e pugni: nuovo processo per tortura

Milano, tutto da rifare nel processo a carico di Alija Hrustic, 26enne di origine croata. La Cassazione ha annullato con rinvio la sentenza con cui la Corte d’Appello aveva cancellato l’ergastolo deciso in primo grado e ridotto la pena a 28 anni

Alija Hrustic con il figlioletto ucciso di botte

Alija Hrustic con il figlioletto ucciso di botte

Servirà un nuovo processo d’appello per rivalutare le accuse di tortura e omicidio, oltre a quella di maltrattamenti, a carico di Alija Hrustic, il 26enne di origine croata accusato di avere ucciso, anche con calci e pugni, suo figlio di 2 anni e 5 mesi, nel maggio 2019. La Cassazione, infatti, ha annullato con rinvio la sentenza con cui la Corte d’Assise d’Appello di Milano, escludendo il reato di tortura e riqualificando l’omicidio volontario in maltrattamenti pluriaggravati culminati nella morte, aveva cancellato l’ergastolo deciso in primo grado e ridotto a 28 anni la pena per l’imputato. La Procura generale di Milano aveva presentato ricorso proprio per chiedere di annullare il verdetto di secondo grado del marzo scorso.

E oggi il pg della Cassazione, invece, aveva chiesto la conferma di quella sentenza per Hrustic, difeso dall’avvocato Giuseppe de Lalla. In secondo grado l’uomo era anche stato assolto dall’accusa di maltrattamenti ai danni della moglie e delle figlie. Questa parte del verdetto è stata confermata stasera. La madre del bimbo era assistita nel processo come parte civile dal legale Patrizio Nicolò. Il caso Hrustic era stato il primo in Italia in cui era stato contestato il reato di tortura nell’ambito delle violenze in famiglia. Accusa cancellata in secondo grado, così come quella di omicidio. Imputazioni che avevano retto, invece, in primo grado nel maggio 2021. Oggi la Cassazione ha stabilito che ci sarà un appello ‘bis’ per rivalutare quelle accuse.