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16 mar 2022

Trentamila nati in meno in tre anni

Effetto Covid sulla natalità in Lombardia, meno di 70mila bambini nel 2021. Le associazioni: usare il Pnrr. Sala: il Governo faccia di più

giulia bonezzi; massimiliano mingoia
Cronaca

di Giulia Bonezzi e Massimiliano Mingoia

Oltre trentamila bambini in meno nel giro di tre anni: la pandemia non solo ha portato via quasi 39 mila lombardi, morti dopo esser risultati positivi al coronavirus, ma ha anche portato con sé un crollo della natalità superiore al 30%. Nel 2019 in Lombardia le nascite erano state 100.464; nel 2020, con l’arrivo del Covid, sono precipitate a 72.560 e si sono fermate a 69.230 nel 2021, che ha registrato un record negativo "per il dodicesimo anno consecutivo" e al contempo "il livello più basso di ricambio naturale. Il calo demografico nel nostro Paese è preoccupante e rischia di creare un vero problema di sostenibilità anche del sistema del Welfare", ha sottolineato ieri la vicepresidente della Regione Letizia Moratti, intervenendo in video all’Ospedale dei bambini Buzzi in occasione di un evento preliminare alla seconda edizione degli Stati generali della natalità in programma a Roma il 12 e il 13 maggio.

"Basta chiacchiere, è necessario che le risorse del Pnrr vengano utilizzate per politiche concrete di rilancio della natalità", spiega Gigi De Palo, presidente del Forum delle associazioni familiari. E questo, sottolinea il demografo della Cattolica Alessandro Rosina, si può fare "solo riconoscendo un valore collettivo alla scelta di avere un figlio, che trovi conferma nell’investimento che il Paese fa su di essa: è necessario passare dall’essere stati, nei decenni scorsi, i peggiori nelle azioni di sostegno e incoraggiamento, a diventare l’esempio da seguire in Europa dopo l’impatto della pandemia", che ha aggravato il calo demografico da un lato con l’esplosione della mortalità, e dall’altro aggiungendo paure alla scelta di avere un figlio, in un quadro già compromesso dall’invecchiamento della popolazione, con la diminuzione delle donne in età fertile, da un basso indice di fecondità e di occupazione soprattutto per quanto riguarda la sua componente femminile. "Il Governo è fortemente impegnato in questa direzione", ha assicurato la ministra della Famiglia Elena Bonetti, in collegamento da New York.

All’incontro al Buzzi ha partecipato anche il sindaco Giuseppe Sala: "Il Comune può fare poco da solo per far aumentare la natalità, in azione coordinata con il Governo, invece, potrebbe fare di più. Bisogna rafforzare il dialogo tra l’esecutivo e le città. La natalità aiuta la crescita".

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