Milano, la dottoressa trasloca e i pazienti protestano: "Essere curati è un diritto"

Il medico vuole trasferirsi a Gorgonzola, più di mille assistiti costretti alle trasferte. Il presidio organizzato ogni giovedì dall’ex sindaco Rusnati davanti al Serbelloni .

L’ex sindaco Curzio Rusnati guida la protesta
L’ex sindaco Curzio Rusnati guida la protesta

Protesta a oltranza ai cancelli del vecchio ospedale Serbelloni a Gorgonzola, oggi sede della nuova Casa di Comunità. Il posto cioè dove la dottoressa di Bussero, sostituta di un sostituto, ha deciso di trasferirsi costringendo più di mille pazienti - molti anziani - alla complicata incombenza della trasferta quotidiana per visite e ricette. A organizzare il presidio, il primo giovedì mattina alle 11, l’ex sindaco Curzio Rusnati, alla testa della fronda "senza bandiere se non quella della salute per tutti".

"Andremo avanti finché le acque non si smuoveranno, giovedì dopo giovedì, come la goccia sul marmo – aggiunge – in paese c’è una seconda condotta a rischio, altri 1.200 assistiti in bilico: non si può continuare così- Servono risposte vere". Slogan e manifesti parlano chiaro: " Essere curati in tempi certi è un diritto di ciascuno, come avere il medico di famiglia vicino a casa. E invece in questa situazione ci sono solo ansia e incertezza e il prezzo più caro vene pagato dagli “over” che non sanno più dove sbattere la testa". Una situazione ancora più delicata da inizio anno, da quando per decisione della Regione l’organizzazione dei camici di base è passata da Ats ad Asst "e adesso dovranno ricominciare tutto daccapo. Altro tempo, altre soluzioni tampone che poi soluzioni non sono", insiste Rusnati.

Al presidio si aggiunge la raccolta firme del Centro anziani e del Circolo contro la vicenda che ha scatenato la reazione, "la sede proposta da noi nell’ex centro prelievi di via Di Vittorio giudicata inidonea dalla professionista che ha preferito Gorgonzola, nonostante avessimo portato a termine i lavori di adeguamento dell’ambulatorio", aggiunge il primo cittadino Massimo Vadori (nella foto). Il sindaco non ha nascosto il disappunto: "Non si può imporre una soluzione o un’altra, sono scelte che non dipendono dalla nostra volontà. Certo, quello che è accaduto ci lascia un po’ sconcertati". Il caso sbarcherà in aula, a riprova che la battaglia è bipartisan, il gruppo Voce, all’opposizione, ha presentato un’interpellanza in cui chiede al Comune "di organizzare un incontro con la dottoressa" e se sia possibile "eliminare la causa che ha fatto propendere l’ago della bilancia per il Serbelloni, anche con un’alternativa all’ex centro prelievi e se l’Amministrazione sia disposta a seguire questa strada".

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