Trans bloccata con le manganellate. Chiesto il processo per lei e i vigili

Dopo la fine delle indagini della procura, fissata il 5 luglio l’udienza per la decisione sul rinvio a giudizio

Trans bloccata con le manganellate. Chiesto il processo per lei e i vigili

Trans bloccata con le manganellate. Chiesto il processo per lei e i vigili

Chiesto il processo per i quattro agenti della Polizia locale indagati per il caso della transessuale di 42 anni colpita con calci e manganellate, anche in testa, nel maggio del 2023 in zona Bocconi. La scena della lite, che proseguiva con la 42enne immobilizzata con spray al peperoncino, era stata ripresa e postata sui social da alcuni studenti universitari affacciati alla finestra. La decisione del gup Patrizia Nobile, che dovrà esprimersi anche sul rinvio a giudizio della transessuale, a sua volta accusata di resistenza a pubblico ufficiale, lesioni, rifiuto di indicazione della propria identità e ricettazione in merito a una tessera per i trasporti pubblici che era risultata rubata e che le era stata trovata addosso, è attesa per il prossimo 5 luglio. Per il poliziotto che ha scelto, invece, il rito abbreviato, è prevista la discussione il primo luglio.

I vigili, assistiti dall’avvocato Michele Cinquepalmi, sono accusati in concorso di lesioni personali aggravate dall’abuso della funzione pubblica. In particolare, secondo la ricostruzione degli inquirenti, uno dei tre avrebbe sbattuto la quarantunenne a terra in via Sarfatti, per poi spruzzare per due volte la sostanza urticante in dotazione, “nonostante fosse in posizione di resa”; negli stessi secondi, il secondo vigile le avrebbe bloccato le spalle contro la recinzione; il terzo ghisa, infine, l’avrebbe colpita per due volte alla testa con il bastone distanziatore e poi al fianco sinistro e alla tempia sinistra. Due dei tre agenti sono indagati per falso in atto pubblico, perché, stando alle accuse della Procura, avrebbero scritto cose non veritiere nell’annotazione di servizio sull’intervento, iniziato circa un’ora prima in via Giacosa. Lì i due arrivarono per aiutare un collega, che poco prima aveva chiesto ausilio via radio alla centrale operativa perché in difficoltà a gestire una persona “molesta”, vale a dire la trans. Nel resoconto dell’attività che si concluse con la denuncia a piede libero della quarantunenne, gli agenti avevano riferito di essere giunti al Trotter, dove Bruna “mostrava nudità alla presenza di donne e bambini e urinava davanti a tutti”. Anna Giorgi