Tirare la cinghia, il mantra del 2023: "Non rinunciamo ma bando ai vizi"

Fra le bancarelle in piazza Duomo caccia al regalo speciale ma conveniente. Parola d’ordine: risparmio

Tirare la cinghia, il mantra del 2023: "Non rinunciamo ma bando ai vizi"

Tirare la cinghia, il mantra del 2023: "Non rinunciamo ma bando ai vizi"

L’inflazione si fa sentire anche sotto la Madonnina, con l’effetto di "rallentare" le spese per Natale.

Non si arriva a rinunciare a fare i regali ma non è più il tempo di viziare (e viziarsi): il mantra è tirare la cinghia.

La vera "caccia", in un momento di incertezza economica, diventa quella dell’opportunità conveniente. Per fare felici amici e familiari la ricerca si concentra su un prodotto bello - perché realizzato a mano o esotico – ma piccolo nel prezzo. Questo il sentiment prevalente interpellando i passanti al Mercatino di Natale in Duomo che è tornato, anche quest’anno, con il suo villaggio di 78 casette e resterà aperto fino al 6 gennaio.

Lungo il perimetro della cattedrale si possono trovare specialità gastronomiche e creazioni artigianali: dalle boule-de-neige realizzate in montagna alle ciabatte tirolesi, dalle candele colombiane alle erbe "magiche" che arrivano da lontano. "Forse è presto per fare un bilancio ma fino ad oggi, nonostante il forte passaggio, il percorso appare in salita. Non è solo un discorso di inflazione, anche le due guerre in corso in Ucraina e Palestina non aiutano a costruire un clima di fiducia dei consumatori", spiega Hatem Gali che vende tè, tisane ed erbe officinali, inclusa la radice di Maca Bio (12 euro per cento grammi) "un tonico naturale di origine peruviane che si dice abbia proprietà afrodisiache", aggiunge l’erborista di origini tunisine.

A Fabrizio Guardiani, a spasso con la moglie, interessa solo trovare un’idea originale a prezzi umani: "Con un figlio in arrivo, l’inflazione galoppante e gli stipendi rimasti al palo, la bussola è spendere poco. Una confezione di tè particolare potrebbe fare al caso mio". Sara Variale racconta di essere alla ricerca di un oggetto da mettere sotto l’albero "che regali emozioni ma senza dover spendere un patrimonio" ed è attratta dalle boule-de-neige a partire da 7 euro. "I soggetti sono ispirati alle nostre tradizioni e sono realizzati a Mareta in Alto Adige, non in Cina", assicura Francesco Lacomare, l’artefice delle palle di neve "sovraniste". Un classico rimane l’acquisto del gioiello non in oro ma artigianale. "Cerchiamo di mantenere prezzi popolari per vendere più pezzi, anche se riduciamo un po’ il margine", la strategia dell’orefice Nando Restelli. Silvia Di Pasquale ha acquistato un anello smaltato a 12 euro per la madre. "Rispetto all’anno scorso solo per i bimbi il budget per i doni è rimasto lo stesso. Per il resto si cerca di conciliare estetica ed economia", spiega la donna. Vanno forti anche le pantofole tirolesi. "Un dono originale, pratico e caldissimo", assicura il venditore Patrick Cranz. Il prezzo (36,90 euro) non è esattamente economico ma "il problema quest’anno è che ci sono stati forti rincari all’ingrosso", aggiunge il commerciante altoatesino. Decisamente fuori dall’ordinario sono le candele "che arrivano dalla Colombia – dettaglia dietro al bancone Martina Vilzi – e bruciano oli essenziali, esalando fumo aromatico come l’incenso", da 8 euro. "Carinissime e perfette per mia madre a cui piacciono le cose un po’ insolite", dice Andrea Cellano. È l’unica persona che incrociamo non assillata dal caro-vita "ma solo perché, avendo 18 anni e studiando alle superiori, vivo ancora coi miei", precisa il ragazzo.

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