Test sierologici
Test sierologici

Milano, 22 maggio 2020 - Non si possono vendere test sierologici ai privati cittadini senza aver ricevuto un via libera dell’Ats; e chi ha un laboratorio autorizzato in emergenza dalla Regione a processare i tamponi per la sanità pubblica prima di poterli vendere deve sottoscrivere un contratto con l’Agenzia di tutela della salute che garantisca al pubblico l’80% dei test molecolari che riesce a produrre in più rispetto allo standard destinato sinora al servizio sanitario regionale. Con una circolare inviata a tutti gli ospedali e laboratori pubblici e privati di Milano e Lodi, l’Ats Metropolitana ha dovuto precisare alcuni aspetti del nuovo ordine introdotto dalla delibera regionale del 12 maggio che ha stabilito come si devono fare i test sierologici extra-servizio sanitario in Lombardia.

Regole nate per disciplinare una giungla in cui i test più attendibili si mescolavano ai “pungidito“ d’indefinita qualità, e tutti inondavano di richieste di tamponi di controllo una sanità pubblica che riesce a processarne a ora non più di 16mila al giorno per le categorie che hanno priorità. I chiarimenti del Ministero e della Regione, che sottolineano l’inutilizzabilità, al momento, dei test sierologici (peraltro solo volontari) per la riapertura in sicurezza di uffici e aziende non hanno scoraggiato tutti i datori di lavoro; né le raccomandazioni ai singoli, ai quali la ricerca d’anticorpi a proprie spese, che ad ora non conferisce “patenti d’immunità“, non è vietata ma è sconsigliata, hanno frenato la “febbre da test“. 

Così alcuni grandi gruppi privati, come MultiMedica, il Centro medico Santagostino e l’Auxologico a Milano, all’indomani della delibera regionale hanno aperto le prenotazioni, raccogliendone migliaia, e iniziato a fare i prelievi ai “singoli“ cittadini, in attesa di presentare in Ats la documentazione per gli screening nelle aziende. Humanitas martedì ha aperto le prenotazioni telefoniche per i test delle IgG, mentre il Gruppo San Donato è rimasto fermo, concentrandosi sulle aziende. "Sui test sierologici privati qualcuno è voluto partire troppo presto", aveva osservato il presidente dell’Aiop Lombardia Dario Beretta.

E in effetti l’Ats, nelle "indicazioni" impartite ieri sull’applicazione della normativa regionale per i sierologici, mette in chiaro che "per poter rispettare" l’obbligo di garantire il tampone per la ricerca del virus a chi risulta positivo a un test degli anticorpi con specificità non inferiore al 95% e sensibilità non inferiore al 90% (cui va sottoposto comunque chi è positivo a un test meno attendibile), "il laboratorio deve dare evidenza della disponibilità" di tamponi, "acquisita oltre alla quota che dev’esse re garantita dalla rete" che lavora per il servizio sanitario, per almeno il 10% delle persone che si intendono testare.

Insomma valgono anche per i cittadini “single“ le regole progettate per le indagini epidemiologiche nelle aziende, incluso l’obbligo di comunicare all’Ats i positivi ai sierologici e l’esito dei loro tamponi nel flusso regionale. L’Agenzia richiama anche le regole sull’acquisto dei tamponi: si possono comprare anche fuori regione (purché da un laboratorio autorizzato dal Ministero della Salute), ma se si acquistano da un laboratorio della rete lombarda "l’avvio dell’offerta extra servizio sanitario regionale è condizionato alla preventiva sottoscrizione da parte del laboratorio che esegue il test molecolare di un apposito contratto di scopo con Ats, che destini almeno l’80% dell’incremento della produzione standard a favore dei percorsi di sanità pubblica e non più del restante 20% all’attività privata". E questo potrebbe creare qualche problema a gruppi come MultiMedica e Auxologico, già partiti affidandosi a laboratori in house . Anche perché sono privati che lavorano per la sanità lombarda: "Si invitano tutte le strutture a non dare avvio all’erogazione" dei test sierologici "in regime extra-servizio sanitario regionale prima della conclusione delle istruttorie con Ats – chiarisce infatti la circolare -: la violazione di tali condizioni costituisce inadempimento per i soggetti contrattualizzati" col servizio sanitario regionale.