Milano, 17 novembre - Blitz antiterrorismo a Milano. La polizia ha eseguito nelle prime ore di stamani un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Bleona Tafallari, 19enne cittadina italiana di origine kosovara, per il reato di associazione con finalità di terrorismo. L'arresto arriva a conclusione di una indagine coordinata dalla Procura di Milano e supportata anche da acquisizioni di intelligence riguardanti, tra l'altro, un 21enne miliziano di origini kosovare - legato alla cerchia relazionale dell’attentatore di Vienna, Fejzulai Kujtim - che lo scorso mese di gennaio, in Germania, ha sposato con rito islamico la 19enne arrestata stamani. L'attentato a Vienna avvenne il 4 novembre del 2020, poco prima che scattasse il lockdown: Fejzulai sparò in diversi punti della città e ammazzò quattro persone prima di essere ucciso dalle forze di sicurezza.

Nel telefonino foto di decapitazioni e dell'attentato a Kabul

La donna, radicalizzata dall’età di 16 anni, fervente sostenitrice dello Stato Islamico, si era recentemente trasferita dal Kosovo a Milano, presso il fratello, pur rimanendo in costante contatto con il marito e con la diaspora kosovara di matrice jihadista.In particolare, secondo l'ordinanza del gip, la 19enne custodiva nel cellulare "pubblicistica jihadista" e condivideva on line "le pubblicazioni simbolo dello Stato Islamico, quali scene di combattimenti in teatri militari di guerra, esecuzioni sommarie di decapitazioni e incendi, immagini contenenti istruzioni su come poter fabbricare artigianalmente una bomba". Tra le migliaia di immagini ritrovate nel cellulare della 19enne c'è anche la foto del giovane attentatore, appartenente all Isis-Khorasan, che lo scorso 26 agosto si è fatto esplodere all'aeroporto di Kabul causando centinaia di morti tra i civili che cercavano di scappare dall'Afghanistan ormai in mano ai talebanie. Lo si legge nell'ordinanza di custodia cautelare. Tra le foto, oltre a quella in cui la giovane è ritratta col niqab e con un guanto nero con il simbolo dell'Isis, anche quelle del massacro nella redazione di Charlie Hebdo.

In chat prometteva a 16enne: ti trovo uno sposo con cui morire da martire

La giovane è accusata di aver effettuato "una continua e incessante attività di propaganda delle ideologie delle organizzazioni terroristiche attraverso l'utilizzo dei social network (Whatsapp, Snapchat, Instagram e soprattutto Telegram) esaltando lo Stato Islamico in tutte le sue componenti". Dagli atti di indagine, scrive ancora il giudice milanese, emerge come la donna abbia diffuso su internet "i proclami dello Stato islamico contenenti l'esaltazione degli sceicchi sunniti e delle azioni militari del Daesh nel mondo, gli inviti al martirio ed al combattimento, la celebrazione degli autori di attentati come martiri e la denigrazione delle vittime indicate come 'crociati'". In particolare la 19enne svolgeva una "funzione di proselitismo alla causa dell'Islam radicale nei confronti di ragazze kosovare anche minorenni". In particolare, lo scorso 24 febbraio, in una chat Telegram, "prometteva a una interlocutrice 16enne (...) con cui reciprocamente si appellava come 'Leonessa' che le avrebbe trovato come sposo un 'Leone''' un militante dei Leoni dei Balcani, "con il quale morire da martire dopo un matrimonio 'bagnato dal sangue dei miscredenti''' 

L'anasheed e l'esultanza per il prof decapitato

"Ehi hai visto cosa è successo a Parigi?...Hanno decapitato il non credente. Lezione per tutti gli altri insegnanti". Sono una serie di messaggi, conditi da emoticon sorridenti, inviate dalla 19enne al marito, in riferimento all'attentato al professor Samuel Paty, avvenuto a Parigi a opera di un giovane radicalizzato islamico. La replica: "Ha fatto bene, se l'è meritato". La conversazione in chat del 16 ottobre scorso dimostra il grado di radicalizzazione raggiunto dall'arrestata. Ma non è tutto. Sempre nel cellulare dell'arrestata, secondo quanto emerge dall'ordinanza, gli investigatori hanno trovato un video in cui la giovane "realizza un anasheed", un tipico canto religioso, "nel quale con la sua voce inneggia al defunto sceicco capo dello Stato islamico Al - Baghdadi ed essa stessa si vota al martirio. "O Abu Bakr Baghdadi! O tormentatore dei nemici! O Abu Bakr Baghdadi! O tormentatore dei nemici! Le vergini del paradiso stanno chiamando. Iscrivimi da martire. Iscrivimi da martire", è il testo del canto recitato dalla giovane. Dall'inchiesta condotta dall'antiterrorismo milanese è inoltre emerso come "abbia sviluppato un vasto circuito relazionale, utilizzato per incentivare la fuga di donne detenute nei campi curdi in quanto spose di combattenti jihadisti" e come "si sia messa a disposizione dell'organizzazione criminale allo scopo di finanziare l'evasione di tali prigioniere, avviando la raccolta del denaro necessario per pagare la corruzione dei guardiani".

Terrorismo, scoperto network femminile

Sono state individuate oltre 2.000 chat che confermano il ruolo della 19enne nell'ambito di un "network femminile", di sostegno materiale ed ideologico allo "Stato Islamico", con rapporti diretti, sempre via chat, con mogli di detenuti per fatti di terrorismo o con mogli di combattenti. È quanto hanno spiegato gli investigatori della Digos in conferenza stampa a Milano aggiungendo che la ragazza era stata perquisita lo scorso settembre. La perquisizione aveva portato a "elementi determinanti" circa
l'appartenenza della giovane nei circuiti radicali di matrice jihadista.

HA COLLABORATO MARIANNA VAZZANA