Nicola Palma e Marianna Vazzana
Cronaca

Taxi a motori spenti, sciopero in Stazione Centrale: "Contrari al dl Asset". Code in piazza per ore

Milano, prevista la possibilità di rilasciare fino al 20% di licenze in più. Lo striscione: "Con un decreto decidi il futuro di 46mila famiglie"

Sciopero taxi in piazza Duca D'Aosta

Sciopero taxi in piazza Duca D'Aosta

Sciopero selvaggio dei taxi davanti alla stazione Centrale: braccia incrociate e motori spenti in piazza Luigi di Savoia, dove i tassisti sono rimasti impassibili davanti alle lunghe code, e nessuna auto bianca in piazza IV Novembre. Una manifestazione improvvisata che ha coinvolto una cinquantina di taxi ieri sera, dopo le 19, e che alle 21.30 era ancora in corso. L’intento, protestare contro l’approvazione del Dl Asset al Senato, che ora passerà alla Camera.

Il decreto

Il decreto contiene una varietà di norme, tra cui la tassa sugli extraprofitti delle banche, misure contro il caro-voli nei collegamenti con le isole attribuendo maggiori poteri all’Antitrust e disposizioni per far fronte alla carenza dei taxi. Il testo del decreto, salvo cambiamenti, prevede che i Comuni possano rilasciare licenze aggiuntive per l’esercizio del servizio di taxi nei limiti del 20%, non ai tassisti già titolari di licenza e a titolo oneroso. E anche la possibilità di rilasciare licenze temporanee fino a 12 mesi ai tassisti già con licenza "per eccezionali flussi di presenze turistiche".

La protesta

Ma il provvedimento non piace ai tassisti, contrari al "cumulo delle licenze" a Milano, dove il Comune ha già avanzato richiesta di mille licenze in più alla Regione, esattamente il 20% in più del parco attuale auto di 5mila. Da qui, la decisione di manifestare il proprio dissenso proprio davanti alla stazione Centrale, punto d’approdo per decine di migliaia di turisti nell’arco della giornata.

I disagi

Alle 19 i disagi erano evidenti, con serpentoni di persone in attesa con le valigie in mano e nessun taxi che caricasse i clienti. Sotto le tettoie di piazza Luigi di Savoia sono comparsi striscioni con scritte, tra cui "Con un decreto decidi il futuro di 46mila famiglie". Il caos è andato avanti fino a sera inoltrata. Non ha placato gli animi dei tassisti neppure un “piccolo ritocco“ che punta ad andare incontro alle richieste della categoria: la cumulabilità delle licenze temporanee dei taxi, rilasciate dai Comuni in caso di eccezionale afflusso turistico, sarà limitata a due. Nessun pacchetto in mano a singole imprese dunque, nemmeno per i grandi eventi.

L'emendamento

L’emendamento specifica, inoltre, che si tratta di "un’ulteriore licenza che può essere rilasciata esclusivamente in favore dei soggetti già titolari di licenza", di fatto circoscrivendo a una sola la possibile licenza aggiuntiva per ciascuno. Nei mesi scorsi, i sindacati si erano fatti sentire sottolineando che "il vero obiettivo è quello di smantellare il servizio pubblico taxi, per fornire macchine e autisti al servizio del nuovo caporalato gestito dalle multinazionali". A Milano il popolo delle auto bianche torna a farsi sentire.