Taxi a Milano, Sala apre a 1.000 nuove licenze, ma la Regione chiude: “Meglio altre soluzioni”

Il sindaco: “Il numero deve crescere”. L’assessore regionale ai Trasporti risponde con una nota: “Sì al dialogo partendo però dall’estensione della doppia guida anche ai non familiari”

Sono 4.855 le auto pubbliche attualmente in servizio solo nella città di Milano

Sono 4.855 le auto pubbliche attualmente in servizio solo nella città di Milano

“Disponibili a parlare di tutto, tranne che di mille nuove licenze per i taxi": suona così la nota diramata ieri da Franco Lucente, assessore regionale ai Trasporti, in risposta alla richiesta del sindaco Giuseppe Sala, convinto della necessità di aumentare la flotta delle auto bianche in servizio in città. Una traduzione libera, ma fedele.

"Regione Lombardia – si legge nella nota – è disponibile a dar vita ad un tavolo di confronto con il Comune di Milano, le associazioni di categoria e gli enti preposti per analizzare le criticità e trovare soluzioni condivise in merito alla questione taxi. Comprendo le problematiche evidenziate dal sindaco Sala". Questa la premessa. Del tutto collaborativa.

Poi, però, Lucente entra nel merito della questione: "Esistono soluzioni alternative (all’aumento delle licenze, ovviamente ndr) che andrebbero perseguite con maggior decisione, come estendere la doppia guida ad una persona di fiducia dei taxisti e non solo ad un famigliare. Di tematiche come la valorizzazione delle risorse già in organico, la razionalizzazione degli orari del servizio, di una miglior gestione del personale e di altre soluzioni se ne può parlare, insieme agli attori principali, vale a dire i taxisti".

Conclusione: il confronto tra il Comune di Milano e la Regione Lombardia sembra destinato a partire in salita. Del resto, anche il governatore Attilio Fontana, ieri mattina, ha accolto con una certa freddezza la proposta delle mille licenze avanzata dal primo cittadino: "Lasciatemela vedere e poi ne parlerò con il sindaco. Non so se è un numero equo, se lo dice è perché avrà fatto le sue valutazioni e quindi penso di sì. Prima di dare una risposta, però, devo fare anche io un esame di tutti gli elementi a disposizione".

Dal canto suo, Sala ieri ha fatto capire che sul numero di nuove licenze ci possono essere margini di trattativa: "Il tema – ha sottolineato il sindaco – è trovare una soluzione: ragioniamoci. Può esserci una trattativa, però che servano più taxi credo che tutti possiamo condividerlo. Non vogliamo mettere in difficoltà nessuno ma se faccio un’analisi dei messaggi che mi arrivano dai cittadini milanesi la mancanza di taxi è una sensazione diffusa. Noi – precisa il sindaco – non diciamo che servono per forza mille licenze in più ma al momento siamo delusi dalla risposta che abbiamo avuto sul bando per le doppie guide", un bando che permetterà di attivare, per l’esattezza, appena 28 doppie guide in più delle esistenti.

"Capisco che i tassisti abbiamo le loro lamentele ma c’è un punto fondamentale – conclude Sala –: la città non è più quella di 15 anni fa, il turismo è raddoppiato, è una città che si muove molto di più e non credo che si possa avere nostalgia nemmeno nell’interesse dei tassisti di quella che era la Milano di prima".

Nei prossimi giorni il confronto tra Palazzo Marino e Palazzo Lombardia entrerà nel vivo, ieri ci sono stati solo contatti telefonici. Già fissata al 4 luglio, invece, la commissione taxi: in questa occasione il Comune si confronterà con la categoria proprio sulle nuove licenze. La richiesta alla Regione sarà inviata entro la fine del mese in corso.

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