Tassa di soggiorno, il Pd attacca il centrodestra

La risoluzione in Commissione Finanze al Senato impone ai Comuni di vincolare le risorse della tassa di soggiorno esclusivamente al settore turistico, suscitando critiche da parte della senatrice Tajani e della Giunta Sala di Milano.

Tassa di soggiorno, il Pd attacca il centrodestra

La senatrice del Pd Cristina Tajani, ex assessora al Commercio di Palazzo Marino.

Una risoluzione approvata ieri in Commissione Finanze al Senato prevede un’indicazione stringente ai Comuni sull’utilizzo delle risorse derivanti non da trasferimenti statali ma da tributi propri. Il testo prevede di definire con maggiore incisività, anche con strumenti a carattere sanzionatorio, il vincolo di destinazione per le spese effettuate dalle amministrazioni locali con le risorse provenienti dalla tassa di soggiorno, prevedendo che gli introiti siano dedicati esclusivamente ad investimenti sul settore turistico. Un provvedimento che la senatrice Cristina Tajani, capogruppo del Pd nella Commissione Finanze ed ex assessora milanese al Commercio, giudica negativamente: "Sulla tassa di soggiorno la maggioranza sferra l’ennesimo attacco ai Comuni. La risoluzione approvata oggi (ieri, ndr) con il voto contrario di tutte le opposizioni rappresenta l’ennesimo schiaffo del centrodestra ai Comuni".

Tajani contesta la filosofia della risoluzione, partendo dalla situazione critica dei conti degli enti locali, spesso in difficoltà, dopo gli anni critici dell’emergenza Covid, a far quadrare i propri bilanci. Per la senatrice dem, sarebbe meglio non vincolare le risorse della tassa di soggiorno al turismo. "Come se le migliorie sul trasporto pubblico locale, lo smaltimento dei rifiuti, l’illuminazione pubblica non avvantaggino anche l’accoglienza e la capacità ricettiva dei Comuni – afferma Tajani –. La risoluzione prevede che le modifiche all’importo della tassa di soggiorno non possano decorrere prima di sei mesi dal “sì“ alla relativa delibera comunale. Disposizioni punitive verso gli enti locali che dimostrano come l’idea di “autonomia“ non sia altro che un neo-centralismo regionale ad uso della propaganda leghista".

La Giunta Sala, peraltro, con gli assessori Emmanuel Conte (Bilancio) e Martina Riva (Turismo) ha chiesto al Governo di prevedere la possibilità per Milano di alzare da 5 a 10 euro a turista al giorno l’imposta di soggiorno per chi alloggia in hotel. Ma per ora l’appello di Palazzo Marino è caduto nel vuoto.

M.Min.

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