L'incidente di viale Fulvio Testi
L'incidente di viale Fulvio Testi

Trovate questo articolo all'interno della newsletter "Buongiorno Milano". Ogni giorno alle ore 7, dal lunedì al venerdì, gli iscritti alla community del «Giorno» riceveranno una newsletter dedicata alla città di Milano. Per la prima volta i lettori potranno scegliere un prodotto completo, che offre un’informazione dettagliata, arricchita da tanti contenuti personalizzati: oltre alle notizie locali, una guida sempre aggiornata per vivere in maniera nuova la propria città, consigli di lettura e molto altro. www.ilgiorno.it/buongiornomilan

Non è stato il proprietario della Bmw X5 a prestare a Idris El Sawah l’auto con la quale il diciannovenne si è schiantato domenica sera in viale Testi. Secondo quanto risulta al Giorno , l’intestatario non aveva la materiale disponibilità del veicolo nel momento in cui è stato affidato al ragazzo. Superato questo primo step, le domande restano: l’aveva data una persona che conosce e che a sua volta l’ha prestata temporaneamente a Idris? L’aveva lasciata in riparazione in qualche officina e da lì è finita chissà attraverso quale giro al diciannovenne che sognava di iscriversi alla facoltà di Giurisprudenza?
Secondo i dati del Pubblico registro automobilistico, la Bmw è stata immatricolata nell’ottobre del 2014, con rilascio della carta di circolazione poco meno di tre anni dopo, nel maggio 2017. A metà 2019, è passata di mano, acquistata dall’attuale proprietario per 27mila euro. Cinque giorni fa, è diventata una trappola mortale per Idris: la X5 ha urtato lo spartitraffico centrale a forte velocità, per poi ribaltarsi diverse volte e finire la sua corsa dopo un centinaio di metri. Il diciannovenne, che non aveva allacciato la cintura di sicurezza, è stato subito soccorso dai sanitari del 118, ma i tentativi di salvargli la vita si sono purtroppo rivelati vani: il ragazzo è deceduto subito dopo l’arrivo al pronto soccorso del Niguarda. Meno grave l’amico di 23 anni, ricoverato in codice giallo al Policlinico. Sin da subito si sono rincorsi gli interrogativi su quella fine drammatica, soprattutto quando è stato appurato che il Suv non apparteneva né al neopatentato (che comunque non avrebbe potuto guidare un veicolo di cilindrata così elevata) né ai suoi parenti. E poi c’è un altro aspetto tutto da chiarire e sul quale stanno indagando gli agenti del Radiomobile della polizia locale: che fine ha fatto il cellulare del diciannovenne? O meglio: alcuni testimoni hanno riferito di averlo visto sul luogo dell’incidente, ma i familiari hanno assicurato di averlo ricevuto soltanto in ospedale, rotto.

Chi l’ha preso? Per farci cosa? Era già fuori uso dopo l’impatto o qualcuno l’ha distrutto? Quesiti che continuano a rincorrersi nella testa di chi amava Idris, il cui corpo è stato sottoposto ieri ad autopsia. Intanto, gli amici stanno continuando a raccogliere fondi per dedicare alla sua memoria una targa di marmo e una corona. In attesa di potergli tributare l’ultimo commosso saluto nel giorno dei funerali, che non è stato ancora fissato.