Sub milanese muore nel Lario. Elvira, ex veterinaria dell’Ats. Il malore, la forza di risalire e il volo disperato in ospedale

Mangini, 65 anni, in pensione dal novembre 2022, aveva grande competenza come subacquea. Ieri ha raggiunto la spiaggia del Moregallo per un’escursione in solitaria. Inutili i tentativi di salvarla.

Sub milanese muore nel Lario. Elvira, ex veterinaria dell’Ats. Il malore, la forza di risalire e il volo disperato in ospedale

Sub milanese muore nel Lario. Elvira, ex veterinaria dell’Ats. Il malore, la forza di risalire e il volo disperato in ospedale

Ex veterinaria, all’Ats e prima all’Asl di Milano per quasi vent’anni, sub esperta e appassionatissima, la pensione che da fine 2022 le regalava tempo per coltivare i suoi interessi. La vita di Elvira Mangini, che lascia il marito e una figlia, si è fermata a 65 anni ieri mattina, durante un’immersione nel lago di Como. Nonostante il freddo e il tempo piovoso, da Milano aveva raggiunto il Moregallo, una spiaggia molto nota e frequentata sul ramo lecchese nel comune di Mandello del Lario. Si è immersa da sola, verso le 10, risalendo una ventina di minuti dopo in condizioni drammatiche.

La morte è stata dichiarata nel pomeriggio, all’ospedale di Lecco dove era stata portata in elisoccorso. Secondo quanto è stato possibile ricostruire, la donna, assidua frequentatrice di quella spiaggia e lì conosciuta da tutti, si è immersa da sola, certa della sua esperienza e prudenza. Era a una profondità di circa 45 metri quando è stata male, forse colpita da un’embolia o comunque da un malore. Ha perso le forze le la stabilità, e la sua risalita in superficie si è arrestata, cambiando rotta. Si è inabissata verso il fondale, e pare che sia scesa fino a una settantina di metri, secondo una versione emersa nell’immediatezza e ancora da confermare nei dettagli, ma certamente nel buio totale e nelle acque rese ancora più gelide dal maltempo di questi ultimi giorni. La donna, grazie alle sua esperienza e prontezza di riflessi, è riuscita comunque a risalire e raggiungere la riva, azionando il palloncino di salvataggio che le ha consentito di invertire la rotta ed essere trascinata verso l’alto. Quando è stata soccorsa, ieri mattina alle 10.20, era viva, ma in condizioni drammatiche. Il personale dell’ambulanza del 118, intervenuto in massima emergenza, ha cercato di stabilizzarla e mettere in atto le prime manovre per mantenerla in vita, ma contemporaneamente ha richiesto l’ausilio dell’elisoccorso, che in pochi minuti ha trasportato la donna all’ospedale Manzoni di Lecco, dove è arrivata verso le 11.30.

Nel pomeriggio, nonostante i tentativi dei medici di rianimarla, è stato dichiarato il suo decesso. Ora sono in corso tutti gli accertamenti e le verifiche – anche da parte dei carabinieri, intervenuti sul posto - per capire cosa sia accaduto mentre la donna era in immersione. La certezza della causa della morte sarà stabilità dall’autopsia, se il magistrato di turno della Procura di Lecco deciderà necessario disporre tale esame, assieme a eventuali ulteriori verifiche.

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