Studenti alla Giornata dei Giusti: "Per noi siete un grande esempio"

Pioltello, area verde dedicata a chi ha sacrificato la vita per i diritti. I pensieri dei ragazzi delle medie

Studenti alla Giornata dei Giusti: "Per noi siete un grande esempio"

Studenti alla Giornata dei Giusti: "Per noi siete un grande esempio"

Giornata europea dei Giusti, gli studenti delle medie a Pioltello commuovono la città in via Rieti: "Grazie per la vostra forza e il vostro coraggio". Al microfono i pensieri degli adolescenti per quattro grandi dal Novecento a oggi: Altiero Spinelli, Vera Vigevani Jarach, Jurij Dmitriev e Narges Mohammadi. "Siete un esempio per noi, ci insegnate a lottare per i nostri diritti contro ingiustizie e discriminazioni. Non avete esitato a mettere a repentaglio la vostra vita per quello in cui credete e per gli altri". Mattinata piena di significato, protagonisti, gli studenti di terza dell’Iqbal Masih e del Mattei-Di Vittorio. La cerimonia al Giardino dei Giusti, inaugurato nel 2019 "a distanza di cinque anni ci troviamo per ribadire che questa persone hanno fatto davvero la differenza nella Storia e mai come oggi, mentre assistiamo con sgomento ai conflitti in Ucraina e in Medio Oriente, ci rendiamo conto che ognuno di noi deve fare la propria parte contro le disuguaglianze", ha ribadito Marta Gerli, assessore alle Politiche giovanili. Un momento atteso dai ragazzi che hanno voluto consegnare alla comunità un messaggio di condivisione di valori con le figure scelte quest’anno da Gariwo, l’associazione che ha fondato la ricorrenza. Molti i pensieri per la libertà delle donne in Iran, battaglia incarnata da Narges Mohammadi, premio Nobel per la Pace, giornalista 51enne, una vita tra carcere e arresti per portare avanti la causa. È detenuta nel penitenziario di Evin, dove deve scontare una somma di condanne a 31 anni.

La voce più vicina ai giovanissimi, che hanno approfondito e studiato anche le altre. L’antifascista Altiero Spinelli al confino, padre dell’Europa con il Manifesto di Ventotene, Vera Vigevani Jarach, milanese di origini ebree riparò in Argentina per scampare alle leggi razziali del 1938, è una madre di Plaza de Mayo dopo la morte della figlia Franca Jarach negli anni della dittatura militare di Videla, Infine, Jurij Dmitriev, lo storico russo condannato con accuse false per il suo lavoro scomodo sulle vittime dello stalinismo. Una mostra allestita in biblioteca racconta le loro vite, Marta Gerli ha invitato gli studenti a visitarla.

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