ALESSANDRA ZANARDI
Cronaca

Studenti a scuola di ortaggi 2.0. In città la serra aeroponica

Il progetto realizzato da Eni entro la primavera nei laboratori di San Donato. Si tratta di una coltivazione dove le piantine crescono senza terreno.

Studenti a scuola di ortaggi 2.0. In città la serra aeroponica

Studenti a scuola di ortaggi 2.0. In città la serra aeroponica

Sarà meta anche delle scolaresche del territorio, che potranno visitarla e studiarne i meccanismi, la serra aeroponica che Eni realizzerà e renderà operativa entro la prossima primavera nella sede di Bolgiano, a San Donato. E così anche il Sud-Est Milanese sperimenta le nuove frontiere della filiera alimentare, con una coltivazione dove gli ortaggi crescono fuori dal suolo, ossia senza l’ausilio del terreno. A rendere possibile l’attecchimento e lo sviluppo delle piante è la nebulizzazione di acqua e sostanze nutritive direttamente sulle radici, in modo da garantire non solo un’idratazione e una nutrizione ideali, ma anche una corretta ossigenazione. Si tratta di un sistema nel segno della sostenibilità, in grado di azzerare il consumo di suolo e ridurre al minimo l’utilizzo di acqua e fertilizzanti.

In questo modo, nella serra di Eni cresceranno varie tipologie d’insalata, ma anche rucola, ravanelli, porri, cavolo rosso, crescione, bietola e basilico. Gli ortaggi riforniranno la cucina aziendale e saranno utilizzati per comporre parte delle pietanze consumate dai lavoratori nelle mense della società. Verrà così assicurato "un prodotto freschissimo e a elevata sostenibilità - fanno sapere dall’azienda dell’energia -, con assenza di residui e imballi, e con un annullamento delle distanze tra produttore e consumatore". Un meccanismo pienamente in linea con la filosofia del chilometro zero. L’impianto, proseguono da Eni, "è basato sulla tecnologia sviluppata da Agricooltur®: una start up innovativa nata nel 2018 grazie all’unione delle competenze dei suoi soci fondatori nel campo dell’agronomia e dell’elettronica, che detiene i brevetti dei sistemi e ha la missione di realizzare progetti sostenibili a livello sociale e ambientale (molti dei materiali utilizzati nella costruzione sono recuperati, o riciclati)". Il progetto ha già ottenuto il permesso a costruire da parte del Comune. Il know how sotteso al funzionamento della serra potrà, un domani, essere condiviso e messo a disposizione anche dell’ente locale per un’eventuale replica del progetto su aree pubbliche.