Chi è l’uomo gambizzato con quattro colpi di revolver: Antonio, le notti in camper, il cane in auto

Milano, sparatoria dopo una lite in viale Marche. La vittima 40enne è un senza fissa dimora originario di Torre Annunziata. Caccia a un uomo con un berretto scappato a piedi: ha agito a volto scoperto. L’agguato ripreso dalle telecamere

I rilievi dei carabinieri sul luogo della sparatoria in viale Marche. A destra, l'auto della vittima della sparatoria (Foto Fasani)

I rilievi dei carabinieri sul luogo della sparatoria in viale Marche. A destra, l'auto della vittima della sparatoria (Foto Fasani)

Milano – Forse i due erano lì per un appuntamento, di sicuro non si trovavano in viale Marche per caso. Un breve litigio davanti a un complesso popolare ristrutturato qualche anno fa. Poi l’aggressore tira fuori un’arma, probabilmente un revolver. L’altro prova a schivare i proiettili, ma viene colpito per quattro volte a entrambe le gambe e si accascia sull’asfalto.

L’agguato è andato in scena nel tardo pomeriggio di ieri in viale Marche, a due passi da piazzale Maciachini: il ferito Antonio A., sinti quarantenne originario di Torre Annunziata e formalmente senza fissa dimora a Milano (vive in un camper dalle parti di via Val Maira) è stato accompagnato in codice giallo al Niguarda; le sue condizioni vengono costantemente monitorate dai medici, ma i primi bollettini hanno escluso sin da subito il pericolo di vita.

Stando a quanto risulta, il raid è stato ripreso da una telecamera: si vede un uomo con un berretto in testa e a volto scoperto che impugna l’arma e spara mirando verso il basso, quindi con l’obiettivo di colpire le gambe di chi gli sta davanti. Poi la stessa persona si allontana a piedi verso via Paolo Bassi, tra le auto incolonnate nel traffico lungo la circonvallazione esterna.

Il primo ad accorgersi del quarantenne a terra è un automobilista, che chiama subito il 112. In pochi minuti, viale Marche si riempie di macchine del Nucleo Radiomobile e della Compagnia Duomo dei carabinieri.

All’interno dell’auto del ferito, una Lancia Delta parcheggiata sul marciapiedi, c’è ancora il suo cane: segno che A. si era fermato da pochi minuti convinto che la sosta sarebbe stata breve, forse proprio per incontrare colui che l’ha gambizzato.

Le banche dati delle forze dell’ordine rimandano un passato costellato di vari tipi di reati. Le indagini dei militari, coordinati dal maggiore Gabriele Lombardo, partiranno dall’analisi del filmato che ha ripreso in diretta la sparatoria.

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