Test clinici dimostrano: maggiori pericoli per chi è esposto all’inquinamento
Test clinici dimostrano: maggiori pericoli per chi è esposto all’inquinamento

Milano, 24 gennaio 2020 - «L’inquinamento è un nemico importante, mutevole, e per questo dobbiamo fare cose extra per combatterlo e limitarne i danni alla salute. Anche, perché no, vietando le sigarette sotto le pensiline dei bus". Il professore Stefano Centanni, direttore di Pneumologia dell’Asst Santi Paolo e Carlo di Milano, parla sulla base di quello che vede tutti i giorni in reparto e degli studi scientifici.

Professore, al di là degli slogan, è corretto parlare di emergenza smog?
"Certamente. Oltretutto viviamo in un territorio – la Pianura Padana – penalizzato: siamo in una conca contornata da alte montagne, dove c’è poco vento e piove raramente. Così questo territorio diventa una camera a gas. E in questa stagione si fa andare il riscaldamento e la gente usa di più la macchina. Ma occorre precisare che se molti anni fa il traffico era responsabile per il 65% dell’inquinamento, oggi lo è per il 30%. Le biomasse, ad esempio, inquinano molto di più: un caminetto, ad esempio, inquina duemila volte di più del metano. Ecco perché andrebbero eliminati i riscaldamenti vecchi, a legna (che peraltro sono vietati da una legge regionale sotto i 600 metri di altitudine, ndr) o a gasolio".

Quali sono i danni, diretti e indiretti, provocati da un’aria «sporca»?
"Ci sono biblioteche intere di studi scientifici che dimostrano quanto l’inquinamento faccia male, innanzitutto all’apparato respiratorio e cardiovascolare. Una ricerca effettuata nei grandi ospedali milanesi ha dimostrato che in giornate di alto inquinamento c’è un maggiore accesso al pronto soccorso per sintomi respiratori acuti. A risentirne più pesantemente sono le persone asmatiche e pazienti affetti da bronchite cronica. E anche le patologie cardiovascolari peggiorano".

C’è una correlazione tra i picchi di smog e l’insorgenza di determinate patologie?
"Sicuramente l’incidenza del cancro al polmone è peggiorata, anche se la prima causa importante resta il tabagismo. Oggi, però, capita sempre più di frequente di vedere un tumore polmonare anche in non fumatori. Va detto che oltre al Pm10 respiriamo il Pm2,5, ovvero particelle molto più piccole che vanno più in profondità e hanno una componente cancerogena. In un fumatore, ovviamente, tutto questo ha effetti ancora peggiori. E la gente dovrebbe anche sapere che se fumo una sigaretta in una stanza chiusa di 12 metri quadrati i livelli di Pm10 arrivano a 750-800 microgrammi al metro cubo. Altro che la soglia limite di 50 di cui tutti ci preoccupiamo".

La soluzione?
"Servono provvedimenti logici e comportamenti virtuosi".